Epistole (Caterina da Siena)/Lettera 26

Lettera 25 Lettera 27

[p. 150 modifica]i5o A PIETRO CARDINALE DI LUNA.

, - J » IN ASTRAZIONE FATTA (A).

’ , I. Lo prega a spogliarsi dell’amor proprio e vestirsi della carità vera fondata in Gesù Cristo, seguitando le sue vestigia come soda colonna di santa Chiesa, e vestendosi di tutte le.

■virtù per fortificare i prossimi con l’esempio di una buona vita. L’esorta ad immergersi perciò nel sangue di Gesù Cristo, ove s’acquista il zelo dell’ onore di Dio e della salute dell’anime.

II.

Avendo inteso le discordie che sorgevano tra il papa ed i cardinali, lo stimola a pregare il medcsi no che voglia stabilire . la pace, particolarmente con fare i cardinali di buoni costumi, mostrando quanto sia pericolosa alla Chiesa questa discordia.

HUm 26, Al nome di Jesii Cristo crocijisso e di Maria dolce.

I. ilarissimo padre in Cristo dolce Jesù. Io Calarina, serva e schiava de’ servi di Jesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo con desiderio di vedervi colonna ferma posta nel giardino della santa Chiesa, privato di quello amore proprio che indebilisce ogni creatura che ha in sè ragione, e solo vegga vivere in voi uno amore vero fondato nella pietra viva Cristo dolce Jesù, seguitando sempre le vestigio sue; nel quale a moro 1’ anima si fortifico, perchè ha consumalo quella cosa che la faceva debile; e non lanlo [p. 151 modifica]’ i5i che sia forte in sè, ma di questa fortezza spesse volte ne partecipa il prossimo suo; specialmente fortificate altrui; voi e i vostri simili, quando date a’sudditi ed agli altri secolari esemplo di santa ed onesta vita, e dottrina fondata in verità. Perocché nella dottrina e nella vita buona si manifesta che 1’ uomo è privato della debolezza e fatto forte contra i tre nemici principali; cioè contra il dimonio, non seguitando la perversa malizia sua; e contra il mondo non seguitando, la sua vanità, ma rifiutando li stati e le delizie sue; e contra la propria fragilità e carne sua, anzi l’ha, conculcata con li piè deH’atfetto e col lume della ragione, tenendola non con disordinata delicatezza, nè diletto di corpo, nè con cibi delicati, ma macerandola con la penitenzìa, col digiuno, con la vigilia e con l’umile e continua orazione. Per questo modo non si lassa soprastare alla serva della fragile carne, ma alla ragione, siccome dobbiamo fare, acciocché 1 anima sia donna come ella debba essere e la sensualità sia serva.

Perocché grande vergogna e confusione è all* uomo, che di signore libero di tanta libertà, che niuno li può togliere la città dell anima sua, egli diventi miserabile servo e schiavo di questi tre nemici li quali il fanno tornare a non cavelle, privandolo dell’essere della grazia; e però questi che sono fortificati, sono liberi, perchè sono privati delle mani de’nemici loro, ed hanno fornita la città deli’ anima della compagnia delle vere e reali virtù. 0 quanto dolcemente questi colali, con la fame e zelo dell’onore di Dio e della salute dell’anime fortificano il prossimo animandolo colla buona vita loro a virtù: per la quale virtù si privano dell’amore proprio di loro medesimi; il quale dicemmo che faceva indebiììre; e però dissi, che quelli che è fatto forte spesse volte fortificava il prossimo suo.

Adunque voglio, carissimo padre, che voi siate colonna ferma e stabile, e che mai non vi mutiate pei ni ima cosa che il mondo ci volesse dare, nè per persecuzioni che si levassero pur tra voi clerici nel coi po mistico della santa [p. 152 modifica]J Chiesa; ma se non foste spogliato dell’amore proprio di voi, non è dubbio che sareste debile, e per debilezza verreste meno, e però desidera 1’ anima mia di vedervi posto in tanta fortezza, che in ni una cosa veniate meno, ma che voi pariate le spalle ad aitare e sovenire li debili. Date, date del sangue di Cristo all’anima vostra, acciocché come innamorala corra alla1 .battaglia a combattere virilmente: la memoria s’empia di questo prezioso sangue: lo intelletto vegga ed intenda la sapienzia del Verbo dell’Unigenito Figliuolodi Dio, e con quanta sapienzia col sangue vinse la malizia nostra e la malizia dell’antico dimonio, pigliandolo con l’amo della nostra umanità; e la volontà corra come ebria del sangue di Cristo, dove ha trovato l’abisso della carità sua ad amare, amandolo con tutto il cuore, con tutto l’affetto e con tutte, le forze sue infino alla morte, non pensando di sè, ma solo di Cristo crocifisso; e ponersi in su la mensa della croce, ed ivi prendere il cibo dell’anime per onore di Dio,cioè sostenendo con vera pazienzia in fine alla morte, portando li difetti del prossimo nostro nel cospetto di Dio con grande compassione, e portare, la ingiustizia fatta a noi con pazienzia. Or così facciamo, carissimo padre, perocché ora è il tempo.

II. Parmi avere inteso che discordia nasce costà tra Cristo in terra e con li discepoli suoi (Z?); della quale cosa ricevo intollerabile dolore, solo per lo timore che io ho della eresia (C), della quale cosa dubito forte che per li miei peccati ella non venga, e però vi prego per. quello glorioso e prezioso sangue che fu sparto con tanto fuoco d’amore, che voi non vi stacchiate mai dalla virtù e dal capo vostro, e pregovi che pregale Cristo in terra strettamente che tosto faccia questa pace (D), perocché troppo sarebbe duro a combattere dentro e di fuori, acciocché egli possa attendere a tagliare le vie, per le quali questo potesse avvenire!

diteli che si fornisca di buone colonne ora in su il fare de’cardinali (#); li quali siano uomini virili, e che [p. 153 modifica]153 non temino la morte, ma disponghinsi con virtù a sostenere per l’amore della verità e per riformazione della sapta Chiesa inhno alla morte, e dare la vita se bisogna per onore di Dio. Oimè, oimè, non indugiate il tempo e non s’aspetti tanto a ponere il rimedio, che la pietra ci caggia in capo. Oimè disavventurata l’anima mia, che tutte l’altre cose, cioè, guerra, disonore ed altre tribolazioni ci parrebbero meno che una paglia o una ombra, per rispetto di questo; pensate che io ne tremo pur a pensarlo, specialmente avendo udito da alcuna pei sona (F), essendole mostrato col mezzo della ragione quanto ella era grave e pericolosa, intanto che la guerra, pensate, li pareva niente a rispetto di quello. Dicovi che pareva che il cuore e la vita si partisse dal corpo suo per dolore; onde invocava e chiedeva la misericordia che provedesse a tanto male, desiderando che il corpo suo gettasse sangue per forza del santo ed affocato desiderio, non parendoli che il sudore dell’acqua fosse sufficiente a satisfare, e però voleva sudore di sangue, e volentieri avrebbe voluto che il corpo suo fosse stato svenato.

Credo, carissimo padre, che meglio mi sia a tacere che a parlare di questa materia; ma prego voi quanto io so e posso, che pregate Cristo in terrà e gli altri, che tosto si facci questa pace. e che lenghino quelle vie e quelli modi che siano onore di Dio t riformazione della santa Chiesa, ed a levare questo scandalo: e se pur venisse che voi siate fortificati con ia virtù e con uomini virtuosi, acciocché si possa resistere, e cacciare le tenebre e permanere nella luce, ed io non ne dubito punto che Dio il farà per la sua infinita misericordia, e spezzerà le tenebre e la puzza della sposa sua, e rimarrà l’odore e la luce al tempo suo (G), quando piacerà alla smisurata ed infinita bontà e carità di Dio; ed in questo mi conforto, e piglia allegrezza l’anima mia, che se questo non fosse, credo che io morrei, stentando. Or siatemi virile e colonna che mai non manchiate (H)% ed io ne pie* [p. 154 modifica]’ 154. .

ghero e farò pregare Dio che così vi faccia. Altro non vi dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Perdonate, padre, alla mia presunzione, che presumo tanto di parlare, ma 1* amore ed il dolore me ne scusi innanzi a voi. Jesù dolce, Jesù amore. * [p. 155 modifica]i55 Annotazioni alla Lettera 26.

(A) In astrazione fatta. Questa Ietterà, come alquante altre ili questa vergine,’fu per essa dettata, allorché fuoii dell’ oso dei sensi stanasi in alta elevazione di mente. In tale stato sfocava ella i suoi interni concetti colla voce, e s’ accoglievano da’ suoi discepoli e sesretarj, che beue stavano sull’avviso a tal eOetto d’ordiue della santa; checché in contrari ) abbia voluto opporre il Maimbonrg, come di sopra fa avvertito. Leggesi buona parte di questa lettera registrata negli annali della Chiesi del Riualdi.

(B) Parmi avere inteso che discordia nasce costa tra Cristo in terra e con li discepoli suoi. Accenna la dissensione de’ cardinali francesi con Urbano; onde vedesi essere scritta de’primi mesi della state, mentre ella stavasi a Firenze, e questo cardinale non per anco erasi partito dalla ubbidienza del pontefice.

(Q Per lo timore che io ho della eresia. Cioè dire dello scisma, detta eresia in quel sentimento che fu avvertito in altro luogo.

(D) Che tosto faccia questa pace. Si ferm i la pace tra il pontefice Urbano A ) e la Toscana nel luglio del 13^8, prima che si venisse alla elrzione di Clemente.

(E) Diteli che si fornisca di buone colonne ora in su il fare dei cardinali. Erano soli’i i pontefici di fare promozione di nuovi cardinali ne’ primi mesi del loro pontificato. Urbano In fece a’ 18 di settembre di qnell’anno, numerosa di 29 cardinali, avvegnaché alcuni di loro non accettassero la dignità.,.

(F) Specialmente avendo udito da alcuna persona ec. Ebbe la sauta rivelazione «lai Signore infino dall’anno 1375 di questo srisma, e de’ danni che da esso aveano a nascere, e ne fe’ parte con grave sentimento del cuore al beato Raimondo, come egli testiGca nella leggenda che ne scrisse; onde la persona che qui accenna è la santa medesima, solita apporre altru? le grazie eh’ ella stessa riceveva dal Cielo. .

(G) E rimarrà l’ odore e la luce al tvmpo suo. Della riforma della santa C blesa, ch’ella qui accenna, favella in allre delle sue lettere, e come questa dovesse avvenire, avvegnaché non ne palesi,, il tempo; onde d’essa ili altra occasione si faranno pii» parole.

(Il) Or siatemi virile e colonna che mai non manchiate. Non si tenne Pietro al savio consiglio di santa Caterina, ma anch’egli, sia per la severità ed apprezza di Urbano, sia per malcontento di non essere stato esaudito d’alcune sne dimando, n’andò cogli altri ad Anagni, poi a Fondi: e di qui in Ispagna legato dell’ antipapa Clemente, dove molto adoperò pel partito: appresso alla morte di qnello fn eletto in suo luogo da’cardinali d’Àvignone col uome di Benedetto XIII. Le prove della smoderata sua ambizione e pazza ostinazione, nel mantenersi nella falsa sua dignità, quantunque da tulli abbandonato, si pouno leggere in tutte le storie dei tempi.

3lori nel 1423 dopo 3o anui di pontificato, alcupi uarrauo avvelenato da iiii malvagio monaco.. [p. 156 modifica]j 56 A JACOMO t ’ * CARDINALE DEGLI ORSINI (A)I.

Defilerà vederlo legato col legame della divina carità e segui» * ■ tare la via di Gesù Cristo che egli ci ha insegnato co1 patimenti e con la morte sofferta per nostro amore. ; II. Della memoria che dobbiamo avere del sangue di Gesù Cristo per ottenere il perdono de’peccati, e che questo è il mezzo ■ per spogliarsi della propria volontà sensitiva ed acquistare il vero amore.

HI. Gli dimostra come ad esso singolarmente si convenga questo amore e l’acquisto d’ogni virtù,per esser colonna di santa Chiesa, e come a ciò sia necessario il conoscimento di sè e della divina bontà.

5.V. L’esorta a render bene per male a’suoi nemici, mostrando ciò esser segno speciale de’veri discepoli di Cristo, ed a stimo„ lare il papa che voglia tornare a Roma, e portare la guerra che era fra i cristiani sopra degl’ infedeli. N / „ 27....

... * ’ Al nome dh Jesù Cristo crocifisso e di Maria dolce. 1 I- voi, dilettissimo e carissimo padre in Cristo Jesù. Io Catarina, serva

schiava de’servi di Jesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo con desiderio di vedervi legato nel legame della divina od ardentissima carità, la quale carità mosso Dio a trarre noi di sè medesimo, cioè dalla sua infinita sapienzia, perchè godessimo e partecipassimo al sommo