Degli antichi edifizj profani di Ravenna/Libro primo/Capitolo 1

De' Pregi della Città di Ravenna

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Degli antichi Edifizj profani

di Ravenna.

LIBRO PRIMO.

CAPO I.

De’ Pregi della Città di Ravenna.


SS
E grande considerazione merita la Città di Ravenna per que’ pregi, che ad essa dona l’età presente, di assai maggiore si dee certamente riputar degna per quelli, che dal passato tempo le vengono. Il poter vantare un’origine molto antica è senza dubbio prerogativa, che sola basta a far riguardevole una Città. E una tale prerogativa per verità non manca a Ravenna. Io non sono qui per ripetere que’ luoghi degli autori, che già ad ognuno son noti, dai quali non solo si rende chiaro un tale pregio della medesima, ma di più ancora s’intende, che da molti secoli in quà il titolo di antica quasi di essa proprio si stimava. Giovami bensì d’accennare, che con simil Titolo o Epiteto vien essa distinta anche in un antico Monumento, del quale i nostri Storici non hanno potuto avere notizia, [p. 2 modifica]perchè pubblicato soltanto in questo Secolo dal Muratori. Nov. Thesau. Veter. Inscrip. pag. 809. I. E’ questo una Lapida, che in remota Regione ornò il sepolcro di un nostro Ravennate per nome Crispino, e si finge nella medesima, ch'Egli tra l'altre cose accenni la sua Patria in tal guisa ΡΑΒΕΝΝΑ ΗΝ ΜΟΙ ΠΑΤΡΙC ΑΡΧΑΙΑ ΠΟΛΙC. Ravenna autem mibi Patria erat antiqua Civitas.1 Ma Ravenna non solo ha il merito d'essere Città molto antica, ha di più anche l'altro, di essere da gran tempo stata sempre Città sommamente riguardevole e distinta. Il solo sapersi, che essa fu regal sede di alcuni Imperadori Romani, che Sede tu parimente de' Re degli Eruli, e de' Goti, e susseguentemente de' supremi [p. 3 modifica]Magistrati mandati dalla Corte di Costantinopoli a sostenere, e governare l’Italia, basterebbe a persuadere ognuno, che Ravenna facesse allora nel Mondo grandiosa comparsa. Ma oltre a ciò non mancano negli antichi Scrittori alla medesima elogj, che la grandezza di lei, anche a tali tempi anteriore, ci fanno nota. Nè voglio io qui tralasciare un luogo di Zosimo Lib. 2. Cap. 10. ommesso non solo da’ nostri Storici, ma anche dal Cluverio, e da altri, il quale se non come qualche altro già noto, pur sufficientemente può farci comprendere, quanto anche prima di divenire Sede de’ Cesari, e de’ Re accennati, questa Città fiorisse. Zosimo dunque parlando degli affari del Secolo IV. ne’ primi anni la chiama Città forte, ben fornita di cose necessarie al vitto, e molto popolata. Dopo avere egli detto, che Severo il Cesare avanzatosi contra Massenzio, fu in quella spedizione abbandonato da gran parte delle sue truppe, soggiunge che esso si ricovrò εἰς τὴν Ῥάβενναν πόλιν ἱσχυράν τε καὶ πολυάνθρωπον, καὶ τροφῶν ἔχουσαν πλῆθος αὐτῷ τε καὶ τοῖς σὺν αὐτῷ στρατιώταις ἀρχοῦν Ravennam; in urbem munitam et populosam, et ea alimentorum copia instructam, quæ ipsi, er militibus, qui fecum erant, sufficeret.

Dio volesse, che siccome e della molta antichità di Ravenna, e del passato suo splendore abbiamo chiare testimonianze negli antichi Scrittori, così rimanesse ancora oggidì presso di noi qualcuno de’ suoi antichi Edifizj, che le medesime cose anche a coloro, che non vogliono rintracciarle ne’ Libri, pienamente attestasse. Esistono certamente pur oggi presso di noi molte Sacre, e nobilissime Basiliche di quella antichità, che non possono così facilmente vantare le Chiese di ogni altro luogo; Ma di Edifizj non Sacri, che ornassero un dì Ravenna, o [p. 4 modifica]sue vicinanze, più quasi non abbiamo alcun avanzo. Il tempo ce gli ha involati poco meno che tutti, e non solo ci ha levate d’avanti gli occhi l’orgogliose loro moli, e i grandi Marmi, ma perfino ci ha la memoria di essi presso che interamente estinta, sicchè i nostri medesimi Storici ben pochi di tali Edifizj, e sol di passaggio ne accennano. Io quì ho determinato di provvedere quanto potrò in questa parte alla Storia Ravennate con suscitare, o illustrare la memoria di molti de' medesimi, quali più, quali meno antichi, sicché però niuno sia posteriore al X. Secolo; da' quali se non potrà risultare a Ravenna il pregio di quella sovrana antichità, con cui si vanta di superar Roma, e non poche altre Città più antiche, varj però de' medesimi serviranno anche'essi a viepiù stabilirle l'altro pregio, che Essa ne’ tempi andati fosse Città sommamente cospicua ed illustre.

Note

  1. Questo Crispino Ravennate s'intitola nella Lapida ΣΤΟΛΑΡΧΗC ΠΟΝΤΙΧΩΝ ΝΕΩΝ Ponticarum Navium Præfectus. E' cosa nota, che per difesa del Ponto Eusino mantenevasi una volta da' Romani un'Armata navale, della quale fanno menzione Tacito Histor. Lib. II e Lib. III e Gioseffo de Bello Jud. Lib. II Cap. 16 dal quale inoltre sappiamo, che essa era composta di quaranta Navi. Dall'essersi questa Lapida di Crispino Ravennate trovata in Chiziro si può raccogliere, che la suddetta flotta fosse solita di far permanenza in quel luogo. Per lo che il chiarissimo Muratori a piè di quest'Iscrizione avverte: Et fane Cyzici fuisse videtur statio Navium ad tutelam Pontici Littoris. Poteva quest'Uom dottissimo in conferma di ciò citare Dione, il quale nel Libro LXXIX. pag. 1356. Ed ult. nomina τὸν στόλον τὸν ἐν Κυζίκῳ ναυλοχοῦντα Classem quæ in Portu Cyzici stationem habebat. Si legga nelle note a Dione il dottiss. Reimaro.