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Carlo Innocenzo Frugoni

1833 A Indice:Zappi, Maratti - Rime I.pdf Canzoni letteratura Alla Stessa Intestazione 23 settembre 2008 75% Canzoni

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Rime dell'avvocato Gio. Batt. Felice Zappi e di Faustina Maratti sua consorte

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ALLA STESSA.

Invito a restituirsi in primavera da Venezia a Bologna.


D’Adria il mar, d’Adria le belle
     Rive amiche a Libertate
     D’alti tetti incoronate
     4Cittadina avranti ognor?
Peregrina t’ebber elle,
     Che ad Ottobre pampinoso
     Già Novembre freddo acquoso
     8Scuotea tutto il verde onor.
E già il pigro Verno algente
     Sente a tergo April rosato,
     Che bell’erbe torna al prato,
     12Belle chiome all’arboscel:
Odorosa, rilucente
     Primavera qui t’aspetta,
     Che a Favonio lascivetta
     16Lascia in preda il bianco vel.
Qui vedrai, varcato il Mare,
     Rondinella in tetto amico
     Tesser voli, e il pianto antico
     20Dolcemente rinnovar;
E vedrai, se l’Alba appare.
     Fra bell’aure mattutine,
     Poro gel d’argentee brine
     24Su per l’erbe tremolar.
Quai fiorita siepe ombrosa
     Rosignoli or non asconde?
     Dolce all’un l’altro risponde,
     28Tace il rivo, il vento sta.
Villanella desiosa
     Con la schietta incolta fronte
     Torna anch’essa al caro fonte
     32Consiglier di sua beltà.
Erran greggi, erran pastori
     Per le molli piagge amene:

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     D’ineguali agresti avene
     36Suon, che taccia, omai non è.
Bionde Grazie, alati Amori
     Già ripiglian archi, e faci,
     Già in volubili e vivaci
     40Danze guidan l’agil piè.
Quai sì cari, e quai sì lieti
     T’offrirà piacer costei?
     Sia pur l’opra degli Dei,
     44Cui non altra sorga egual:
Brune antenne, e negri abeti,
     Genti a metter vela ardite
     Pel gran Regno d’Anfitrite
     48Dietro a barbaro Corsal.
Riedi Aglauro. Te d’Aprile
     Non sol vaghi venticelli,
     Non sol sponde di ruscelli,
     52Sù cui ride a menità:
Ma con versi d’aureo stile
     Te rappella il picciol Reno,
     Gentil fiume, che ripieno
     56Del tuo nome ancor sen va.
Non sovvienti, che tranquille
     Dolci sere qui traesti,
     E che stuolo ti vedesti
     60Di Poeti al fianco star?
Chi le brune tue pupille,
     Chi la grazia degli accenti,
     Chi l’onor dei crin lucenti
     64Dolce udivasi cantar.
Riedi Aglauro. Nuovi canti
     Tenghiam pronti al tuo ritorno;
     L’ali metta il fausto giorno,
     68Che a noi renderti dovrà.
Lo splendor de’ tuoi sembianti,
     Che soave al cuor mi serpe,
     Più che Pindo, più ch’Euterpe
     72Nuovo Pindaro mi fa.