Corano/Capitolo XXXII

Capitolo XXXII

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Maometto - Corano (650)
Traduzione dall'arabo di Vincenzo Calza (1847)
Capitolo XXXII
Capitolo XXXI Capitolo XXXIII

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CAPITOLO XXXII.

l’adorazione1.

Dato alla Mecca. 30 Versetti.

1.  A. L. M. E il Signore dell’universo che ha fatto scendere il Libro. Non v’è dubbio.

2.  Diranno: È lui (Maometto) che l’ha inventato? No, è piuttosto la verità venuta dal tuo Signore, acció tu avverta un popolo che non ha avuto un profeta prima di te, ed affinchè tutti siano diretti nella via retta.

3.  E Dio che creò i cieli, e la terra, e tutto ciò ch’è fra loro nello spazio di [p. 210 modifica] sei giorni; poi andò a sedersi sul trono. Voi non avete altro protettore, nè altro intercessore. Vi rifletterete?

4.  Conduce gli affari (del mondo) dal cielo alla terra, poi (tutto) ritorna a lui in un giorno la cui durata è di mille anni del vostro computo2.

5.  Egli conosce le cose visibili, ed invisibili, il Possente, il Compassionevole.

6.  Ha fatto perfetto tutto ciò ch’ha creato, ed ha formato prima l’uomo d’argilla.

7.  Poi la sua discendenza proveniente da una goccia, da una vile goccia d’acqua.

8.  Poi l’ha formato secondo certe proporzioni, ed ha lanciato in lui un soffio del suo spirito. V’ha dato l’udito, la vista, ed il cuore. Siete poco riconoscenti!

9.  Dicono: Quando noi spariremo in qualche parte sotto ferra, ritorneremo noi una nuova creazione3?

10.  Non credono che compariranno dinanzi al loro Signore.

11.  Di’ loro: L’angelo della morte, incaricato di voi, vi farà spirare, poi voi tornerete a Dio.

12.  Se tu potessi vedere come i colpevoli abbasseranno la loro testa dinanzi al Signore! Grideranno: Signore, abbiamo veduto, ed inteso. Facci tornare sulla terra, e faremo il bene; (ora crediamo fermamente).

13.  Se avessimo voluto, avremmo dato ad ogni anima la direzione del suo cammino; ma la mia parola è verace: noi empieremo l’inferno d’uomini, e di genj.

14.  Godete la ricompensa d’aver dimenticata la comparizione di quel giorno. Noi ancora v’abbiamo dimenticati. Abbiate il supplizio eterno per prezzo delle vostre azioni.

15.  Credono a’ nostri miracoli coloro che quando se ne parla, si prostrano in segno d’adorazione, e celebrano le lodi del loro Signore, esenti di qualunque orgoglio;

16.  I di cui fianchi si rizzano dai loro letti per invocare il Signore, per timore, e per desiderio4; che distribuiscono in elemosine i doni che loro abbiamo accordati.

17.  L’uomo non sa qual gioja gli è riservata in segreto in ricompensa delle di lui azioni.

18.  Colui che ha creduto, sarà forse come quei che s’è dato al peccato? Saranno eguali?

19.  Coloro che han creduto, e che fanno le buone opere, avranno i giardini del soggiorno eterno in ricompensa delle lor opere.

20.  Per i colpevoli il fuoco sarà il loro soggiorno. Ogni qual volta che vorranno sortirne, vi saranno ricondotti. Si dirà loro: Soffrite il supplizio del fuoco che trattavate pria di bugia.

21.  Farem loro provare una pena leggiera (in questo mondo) prima di far loro sopportare il gran supplizio; forse torneranno a noi.

22.  Chi è più colpevole di colui che, essendo stato avvertito dai segni di Dio, se ne distoglie? Ci vendicheremo dei colpevoli.

23.  Abbiam dato il Libro a Mosè. Non dubitare che non vi sia stato un colloquio con il Signore5. Abbiam fatto di questo Libro la dilezione de’ figli d’Israele. [p. 211 modifica]

24.  Abbiam stabilito fra loro dei pontefici per condurli secondo i nostri ordini dopo che si saran mostrati perseveranti, ed avran ereduto fermamente ai nostri miracoli.

25.  Certamente, Dio pronunzierà fra voi il giorno della resurrezione sulle vostre dispute.

26.  Ignorano essi quante generazioni abbiamo distrutte prima di loro? Tuttavia calpestano le antiche abitazioni di quei popoli. Vi sono in ciò dei segni, ma essi non li comprendono.

27.  Non vedono essi come spingiamo davanti a noi (le nubi pregne d’acqua) verso il paese sterile, e come facciamo germogliare i grani di cui şi nudriscono essi, ed i loro bestiami? Non lo vedono?

28.  Domanderanno: Quando dunque verrà questo sviluppo? Ditelo, se siete sinceri.

29.  Di’ loro: Il giorno dello sviluppo la fede degl’infedeli non sarà di alcuna utilità. Non si accorderà loro ulterior dilazione.

30.  Allontanati da essi, ed attendi. Essi pure attendono.


Note

  1. Il titolo della Sorata gli è dato dalle parole del versetto 15: Si prostrano in segno d’adorazione.
  2. Ved. capitolo 70, vers. 4, nota.
  3. Cioè, riappariremo noi sott’una nuova forma?
  4. Cioè, desiderando ottenere i favori di Dio.
  5. È il colloquio del Monte Sinai, in cui Dio si trattenne con Mosè.