Corano/Capitolo XLII

Capitolo XLII

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Maometto - Corano (650)
Traduzione dall'arabo di Vincenzo Calza (1847)
Capitolo XLII
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CAPITOLO XLII.

La Deliberazione1

Dato alla Mecca. — 53 Versetti.

In nome di Dio clemente e misericordioso.

1.  A. H. M. A’. S. K. È così che Dio, il Possente, il Savio, ti rivela le sue opere siccome le rivelava agli apostoli che ti han preceduto. [p. 247 modifica]

2.  Tutto cio ch’è nei cieli e sulla terra gli appartiene. Egli è l’Altissimo, il Grande.

3.  Poco manca che i cieli non si aprano (per rispetto dinanzi a lui); gli angeli celebrano le sue lodi, ed implorano il suo perdono per gli abitanti della terra. Certamente Dio è l’Indulgente, il Misericordioso.

4.  Dio sorveglia coloro che prendono per protettori altri che lui. E tu, o Maometto, non sei incaricato de’ loro affari.

5.  Così noi t’abbiamo data la rivelazione in un libro arabo, affinchè tu avvertissi la madre delle città2, e le popolazioni circonvicine, affinchè li avvertissi del giorno della riunione3 sul quale non v’è alcun dubbio, ed in cui una parte degli uomini sarà in paradiso, ed un’altra nella fornace (dell’inferno).

6.  Se Dio avesse voluto, non avrebbe stabilito che un solo popolo (della stessa religione); ma accorderà agli uni un posto nella sua misericordia, mentre i malvagi non avranno nè protettore, nè difensore.

7.  Prenderanno essi altro protettore che lui? E pure Dio è il vero protettore; fa vivere, e morire, ed è onnipossente.

8.  Qualunque sia l’oggetto delle loro dispute, la decisione ne appartiene a Dio solo. E Dio il mio Signore; ho posto la mia fiducia in lui, e ritorno a lui (col pentimento).

9.  Architetto dei cieli, e della terra, ha creato a coppie la vostra specie, come ha creato a coppie i bestiami; ei vi moltiplica con tal mezzo. Niente gli somiglia, sente e vede tutto.

10.  Ha le chiavi del cielo e della terra, versa i suoi doni a larga mano o li compartisce in una certa misura, poichè sa tutto.

11.  Ha stabilito per voi una religione che raccomandò a Noè; quella che ti è stata rivelata, o Maometto; quella che avevamo raccomandata ad Abramo, a Mosè, a Gesù, dicendo loro: Osservate questa religione, non vi dividete in sette. È insopportabile agl’idolatri

12.  Questo culto a cui tu li chiami. Dio sceglie per questo culto chi vuole, e vi conduce (a questo culto) colui che ritorna a Dio (col suo pentimento).

13.  Non si sono scissi in sette che dopo aver ricevuta la scienza, ed è per gelosia: Se la parola di Dio, che fissa il gastigo ad un termine designato, non fosse stata pronunziata, le loro vertenze sarebbero già state decise, ancorchè quei che hanno ereditato le Scritture dopo loro sieno in dubbio su tal punto.

14.  Invitali perciò a questa religione, e cammina dritto siccome ne hai avuto l’ordine; non obbedire ai lor desiderj, e di’ loro: Io credo al Libro che Dio ha rivelato; ho ricevuto l’ordine di pronunziare fra voi con tutta giustizia. Dio è il mio Signore, ed il vostro; io ho le mie opere, e voi le vostre; fra noi e voi non v’è argomento (da far valere). Dio ci riunirà tutti, poichè è il termine d’ogni cosa.

15.  In quanto a quei che cercano a ragionare su Dio, dopo essersi sottomessi a lui, le loro ragioni saranno distrutte. Essi proveranno la sua collera, ed un duro gastigo.

16.  Dio (egli stesso) ha mandato realmente il Libro, e la bilancia. E chi può farti sapere che l’ora è vicina?

17.  Quei che non credono vogliono affrettarla; quei che credono tremano al rammentarla, imperocchè sanno ch’è vera. Oh! che quei che dubitano dell’ora sono smarriti! [p. 248 modifica]

18.  Dio è pieno di bontà verso i suoi servitori; egli dà il nudrimento a chi vuole; è il Forte, il Potente.

19.  Colui che vuol coltivare il campo della vita futura, noi glielo accresceremo; colui che desidera coltivare il campo di questo mondo, l’otterrà similmente, ma non avrà alcuna parte nell’altro.

20.  Avrebbero essi (per caso) dei compagni che abbiano prescritto in punto di religione qualche cosa che Dio non abbia permessa? Senza la parola della bontà infinità la loro sorte sarebbe già stata decisa, poichè i malvagi subiranno un supplizio terribile.

21.  Vedrai un giorno i malvagi tremare a cagione delle loro opere, ed il gastigo li colpirà; ma coloro che credono e praticano il bene abiteranno i ripiani dei giardini; avranno presso il loro Signore tutto ciò che vorranno. È un favore immenso.

22.  Ecco ciò che Dio promette ai suoi servi che credono e che fanno il bene. Di’ loro: Non vi domando per ricompensa delle mie prediche che l’amore verso i miei parenti. Chi avrà fatta una buon’azione, gliene accresceremo il valore. Dio è indulgente e riconoscente.

23.  Diranno: Ha forse (Maometto) fabbricato una menzogna sul conto di Dio? Certamente Dio, se così gli piace, può apporre un suggello sul tuo cuore4, cancellar egli stesso la menzogna, e stabilire la verità colle sue parole; poichè conosce l’interno dei cuori.

24.  Accoglie il pentimento de’ suoi servi, e perdona i loro peccati; sa ciò che voi fate.

25.  Esaudisce quei che credono e praticano il bene; li colma de’ suoi favori. Il gastigo terribile è riservato agl’increduli.

26.  Se Dio versasse a larga mano i suoi doni sugli uomini diverrebbero iusolenti, ei glieli compartisce a poco a poco, finchè gli piace, poich’è istrutto dello stato de’ suoi servi, e li osserva.

27.  E lui che ha mandato una pioggia abbondante quando gli uomini disperavano d’averla: egli sparge così (i doni della) sua misericordia. È il Protettore, il Glorioso.

28.  Nel numero de’ suoi miracoli è la creazione dei cieli e della terra, e tutti quegli animali ch’egli ha propagati sulla terra. Può riunirli insieme subito che vorrà.

29.  Le disgrazie che vi colpiscono sono opera delle vostre mani, e Dio perdona molto.

30.  Voi non prevarrete contro di lui sulla terra; non avete nè protettore nè appoggio fuori di Dio.

31.  Quelle navi che solcano rapidamente le onde, e s’inalzano come montagne sono uno de’ suoi prodigi; s’egli volesse calmerebbe il vento, le navi resterebbero immobili sulla superficie delle acque, ed in ciò vi sono dei segni per ogni essere costante e riconoscente,

32.  Ovvero le farebbe fracassare; ma perdona tanti peccati!

33.  Quei che disputano sui nostri miracoli conosceranno un giorno che non vi sarà refugio per essi.

34.  Tutti i beni che avete ricevuti non sono che un godimento temporario; ciò che Dio tiene in riserva vale più ed è più durevole agli occhi di quei che che credono, e che pongono la loro fiducia in Dio;

35.  Ch’evitano i grandi peccati, e l’impudicizia; che montati in collera sanno perdonare; [p. 249 modifica]

36.  Che obbediscono al loro Signore, che fanno la preghiera, che si consultano reciprocamente nelloro affari, e fanno delle generosità dei beni ad essi accordati;

37.  Che, avendo ricevuto un torto lo correggono essi stessi,

38.  E rendono male per male. Tuttavia a colui che perdona e si riconcilia, Dio dovrå una ricompensa; poichè egli non ama i malvagi.

39.  Non potrà incolparsí l’uomo che vendica un’ingiustizia che gli sarà stata fatta.

40.  Saranno incolpati quei ch’opprimono gli altri, che agiscono con violenza, e contro ogni giustizia; a quelli è riservato un supplizio doloroso.

41.  E la saviezza della vita il sopportare pazientemente ed il perdonare.

42.  Quegli che Dio smarrisce, come troverà egli un altro protettore? Vedrai come i malvagi

43.  All’aspetto dei supplizj grideranno: Evvi più mezzo di ritornare sulla terra?

44.  Li vedrai condotti dinanzi al supplizio, cogli occhi bassi, e coperti d’obbrobrio; getteranno degli sguardi furtivi. I credenti diranno: Ecco gli sciagurati ch’hanno perduto se stessi, e le loro famiglie. Il giorno della resurrezione, i malvagi non saranno essi condannati al supplizio eterno?

45.  E perchè hanno cercato altri protettori fuori di Dio? Come ritroverà mai la strada colui che Dio smarrisce?

46.  Obbedite dunque a Dio prima che giunga il giorno che non può farsi tornare indietro per allontanarlo. In quel giorno non avrete alcun asilo. Non potrete negare le vostre opere.

47.  Se si rivolgono (con isdegno) tu non sei il loro custode (o Maometto). Tu non sei incaricato che di portare la parola5. Se accordiamo qualche favore all’uomo egli si rallegra; ma se una disgrazia lo visita in retribuzione delle sue opere, bestemmia.


48.  Il regno de’ cieli, e della terra appartiene a Dio. Egli crea ciò che vuole; accorda agli uni delle figlie, agli altri dei figli (maschi);

49.  Ad altri dà dei figli d’ambo i sessi, figli e figlie; rende sterile anche chi vuole. E sapiente e possente.

50.  Non è dato all’uomo che Dio gl’indirizzi la parola; se lo fa, si è o per inspirazione, o da dietro un velo.6

51.  O pure invia un apostolo cui rivela ciò che vuole. Egli è sublime e savio. [p. 250 modifica]

52.  Così per nostro volere lo spirito t’ha parlato, a te che non sapevi ciò che era il Libro, o la religione. Noi ne abbiam fatto una luce mediante la quale dirigiamo quei nostri servi che ci piace. Tu ancora dirigili verso il sentiere dritto,

53.  Verso il sentiere di Dio, di colui a cui appartiene tutto cio che è nei cieli e sulla terra. E non ritornerà tutto a Dio?


Note

  1. Il titolo di questo capitolo gli viene dalla raccomandazione fatta ai credenti di consultarsi sui loro affari. Gli si danno anche per titolo le lettere collocate in testa del primo versetto.
  2. Madre delle città metropoli, s’applica alla Mecca.
  3. Il giorno della riunione è il giorno del giudizio finale, in cui tutti gli esseri saranno radunati dinanzi al tribunale di Dio.
  4. Egli può apporre un suggello sul tuo cuore, cioè può toglierti la tua missione d’apostolo, e privarti della facoltà di predicare.
  5. Cioè, non ti appartiene che di portare la rivelazione ricevuta alla conoscenza degli uomini.
  6. Dio non ha mai diretta la parola ad alcun uomo. Maometto dice però in più passi del Corano che Dio ha realmente diretta la parola a Mosè. Nonostante Mosè non ha potuto ottenere di vedere Dio, ed era una credenza generale fra gli ebrei, e probabilmente fra tutti i popoli semitici, che, Dio non si farebbe vedere ad un uomo senza che costui non morisse sul momento. I mistici, setta filosofica nata nel seno dell’islamismo, pretendono che la pratica costante della vita spirituale può inalzare l’uomo ad un grado di perfezione tale che, nell’estasi, può vedere Dio e parlargli. Tutti gli sforzi tendono per conseguenza a togliere, colla forza dell’amor divino e la distruzione dell’individualità, il velo che li separa dall’essenza di Dio. Da ciò la parola: Togliere il velo ha preso nel discorso degli Orientali il valore del più alto grado d’intimità. Si è parlato al cap. 18 della scissione de’ maomettani (almeno ne primi tempi dell’islamismo) sul viaggio notturno e l’ascensione di Maometto; quei che l’ammettono comme un fatto reale, sono ancora scissi di opinione sulla maniera con cui Maometto ha contemplato Dio; gli uni sostengono che l’ha veduto cogli occhi della testa, cioè materialmente; gli altri che era cogli occhi del suo cuore.