Cento vedute di Firenze antica/Vedute/XLI - L

Vedute XLI - L

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Vedute - XXXI - XL Vedute - LI - LIX
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XLI.

Porticciuola delle Mulina detta de’ Renai, costrutta nel sec. XV e demolita nel 1870. Sorgeva quasi di fronte alla casa, di via dei Renai, oggi num. 9, in luogo ora prossimo e a fianco del monumento Demidoff.

Raccolta Cappugi nella Biblioteca Nazionale. — Acquerello a colori di Gaspero Bargioni.

XLII.

Porticciuola d’Arno. Sorgeva quasi di fronte a Piazza delle Travi, ora Piazza Mentana. Costrutta nel sec. XIV, si vede riprodotta nei più antichi panorami della città, precisamente dove oggi è l’apertura che mette alla gradinata e alla rampa per cui si discende al fiume. Fu demolita nel 1859.

Raccolta Cappugi nella Biblioteca Nazionale. — Acquerello a colori di Gaspero Bargioni. [p. 144 modifica] [p. 145 modifica]

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XLIII.

Porticciuola d'Arno, vista da Piazza delle Travi, ora Piazza Mentana (vedi tav. XLII). In fondo, a sinistra, appare una delle casupole già esistenti sui piloni del Ponte alle Grazie.


Raccolta topografica degli Uffizi. — Disegno a penna d'E. Burci. [p. 148 modifica] [p. 149 modifica] [p. 150 modifica] [p. 151 modifica]

XLIV.

Via degli Archibusieri e Ponte Vecchio. Gli archi sottoposti al corridore del Vasari, che ricongiunge la Galleria degli Uffizi al Palazzo Pitti, si veggono nel disegno ancor chiusi e convertiti in botteghe con aggetto vario di costruzioni o casupole pensili, a tergo, sul fiume. Nel ponte invece le mutazioni o le aggiunte sono minime e tali da non essere avvertite se non da chi le ricerchi minutamente.


Raccolta topografica degli Uffizi. — Disegno a penna e bistro d’E. Burci (1851.)




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XLV.

Via degli Archibusieri, assai cambiata da quella che oggi appare. A destra non si vede più la tettoia sporgente nella linea di Ponte Vecchio, né le botteghe, di fianco, ricavate dagli archi reggenti il corridore vasarianoche ricongiunge gli Uffizi a Pitti. Questi archi furono riaperti nel 1885. Di fronte, a sinistra, all’Arco delle Carrozze, il Palazzo Bigatti, già Mori-Ubaldini-Alberti, d’ibrida architettura, ha oggi sostituito il vario e pittoresco succedersi di piccole costruzioni e l’inuguale salire dei tetti verso il fianco del Palazzo Molini poi Calvelli.

Raccolta topografica degli Uffizi. — Acquerello d’E. Burci (1844).





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XLI.

Ponte Vecchio, visto dal greto del fiume dalla parte di Borgo San Iacopo. E di poco mutato dall’aspetto odierno e solo in particolari di finestre o piccole aggiunte alle botteguccie pensili. Al di là del primo arco a destra si veggono ancora i Tiratoi, la Porticciuola d’Arno e le casette del Ponte alle Grazie.

Raccolta topografica degli Uffizi. — Disegno a penna d’E. Burci (1864). [p. 160 modifica] [p. 161 modifica] [p. 162 modifica] [p. 163 modifica]

XLVII.

Ponte Vecchio, il più antico di Firenze, di legno sino al 1080, poi di pietra. Rovinato per una fiumana nel 1177, fu ricostrutto, ma di nuovo travolto per la famosa inondazione del 1333, di cui restano memorie incise all’esterno di S. Niccolò e di una casa di via S. Remigio e nel ponte stesso. Nel 1345 lo riedificò Taddeo Gaddi. Le botteghe, che vi sono ai lati e gli danno un aspetto e un carattere specialissimi, dal 1422 al 1593 furono occupate da macellai, poi da orefici e gioiellieri. I tre archi a destra furono aggiunti da Giorgio Vasari quando fece in cinque mesi, nel 1565, il corridoio che congiunge il Palazzo Pitti alla R. Galleria degli Uffizi. Per fortuna questo magnifico e pittoresco ponte ha superato tutte le minaccie di alterazioni e distruzione per far posto sino a una galleria coperta di cristalli! Perciò il suo aspetto odierno è, salvo che in pochi e piccoli particolari, quello del disegno che riproduciamo. Solo a destra, di tra gli archi, si veggono alcune delle casette pensili che ostruivano le arcate di via degli Archibusieri. In fondo si vede la Torre dei Consorti.


Raccolta topografica degli Uffizi. — Disegno a penna e bistro d’E. Burci (1846). [p. 164 modifica] [p. 165 modifica] [p. 166 modifica] [p. 167 modifica]

XLVIII.

Ponte Santa Trinita, riedificato dall’Ammarinati negli anni 1566-69. Al di là si vede il Palazzo Spini non ancora restaurato e le contigue case, di proprietà della Cassa di Risparmio, non ancora rimodernate. Più tardi anche il palazzo del Casino dei Nobili, a sinistra, fu alzato d’un piano e le prossime casupole elevate in modo da nascondere gran parte del campanile di S. Trinita.


Disegno a penna, acquerello e biacca, d’E. Burci.




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XLIX.

Chiesino del Ponte alla Carraia, edificato nel sec. XV, come rivela l’architettura, donato nel 1517 da Tommaso Soderini a Paolo Minucci, e abbattuto nel 1867. Sorgeva in testa al Ponte alla Carraia dalla parte della chiesa di Cestello. Il muro a sinistra ha perduto completamente il suo singolare aspetto barocco, essendo stato allineato superiormente, e in parte distrutto per far posto alla palazzina oggi del pittore Burchi.


Raccolta topografica degli Uffizi. — Disegno a penna d’E. Burci.


L

Mulina della Vagaloggia, fatte edificare dai Padri Umiliati nel sec. XIV, trasformate e ampliate ripetutamente, distrutte nel 1854 per far posto al prolungamento del Lungarno Amerigo Vespucci. «Vagaloggia » era il nome d’un giardino pubblico.


Raccolta topografica degli Uffizi. — Disegno a penna d’E. Burci. [p. 172 modifica] [p. 173 modifica]

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