Canti (Leopardi - Ginzburg)/Sopra il ritratto di una bella donna

XXXI. Sopra il ritratto di una bella donna

../Sopra un basso rilievo antico sepolcrale ../Palinodia al marchese Gino Capponi IncludiIntestazione 13 ottobre 2020 75% Da definire

Giacomo Leopardi - Canti (1819 - 1831)
XXXI. Sopra il ritratto di una bella donna
Sopra un basso rilievo antico sepolcrale Palinodia al marchese Gino Capponi

[p. 115 modifica]

XXXI

SOPRA IL RITRATTO

DI UNA BELLA DONNA

scolpito nel monumento sepolcrale
della medesima

     Tal fosti: or qui sotterra
polve e scheletro sei. Su l’ossa e il fango
immobilmente collocato invano,
muto, mirando dell’etadi il volo,
5sta, di memoria solo
e di dolor custode, il simulacro
della scorsa beltá. Quel dolce sguardo,
che tremar fé’, se, come or sembra, immoto
in altrui s’affisò; quel labbro, ond’alto
10par, come d’urna piena,
traboccare il piacer; quel collo, cinto
giá di desio; quell’amorosa mano,
che spesso, ove fu porta,
sentí gelida far la man che strinse;
15e il seno, onde la gente
visibilmente di pallor si tinse,

[p. 116 modifica]

furo alcun tempo: or fango
ed ossa sei: la vista
vituperosa e trista un sasso asconde.

     20Cosí riduce il fato
qual sembianza fra noi parve piú viva
immagine del ciel. Misterio eterno
dell’esser nostro. Oggi d’eccelsi, immensi
pensieri e sensi inenarrabil fonte,
25beltá grandeggia, e pare,
quale splendor vibrato
da natura immortal su queste arene,
di sovrumani fati,
di fortunati regni e d’aurei mondi
30segno e sicura spene
dare al mortale stato:
diman, per lieve forza,
sozzo a vedere, abominoso, abbietto
divien quel che fu dianzi
35quasi angelico aspetto,
e dalle menti insieme
quel che da lui moveva
ammirabil concetto, si dilegua.

     Desiderii infiniti
40e visioni altere
crea nel vago pensiere,
per natural virtú, dotto concento;
onde per mar delizioso, arcano
erra lo spirto umano,
45quasi come a diporto
ardito notator per l’Oceano:
ma se un discorde accento
fere l’orecchio, in nulla
torna quel paradiso in un momento.

[p. 117 modifica]

     Natura umana, or come,
se frale in tutto e vile,
se polve ed ombra sei, tant’alto senti?
Se in parte anco gentile,
come i piú degni tuoi moti e pensieri
son cosí di leggeri
da sí basse cagioni e desti e spenti?