Caccia e Rime (Boccaccio)/Rime/LXXX

LXXX. L’arco degli anni tuoi trapassat’ài

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LXXX.


L’arco degli anni tuoi trapassat’àiFonte/commento: editio maior1,
     Cambiato il pelo e lla virtù mancata,

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     E di questa tuo’ picciola giornata
     Già verso ’l vespro caminando vai;
     Buono è adunque amor lasciare omai,5
     E a pensar2 dell’ultima posata3
     Dice l’anima seco, innamorata,
     Qualor punta è da non usati guai.
Ma come l’ombra vede di colei,
     Non vo’ dir gli occhi, che nel mondo venne10
     Per dar sempre cagione a’ sospir miei4,
     Così all’alto vol si trae le penne5,
     E’ passi volge tutti a seguir lei,
     Come fe’ già quando me’ si convenne6.


Note

  1. Cfr. CXI, 12. Trapassare l’arco degli anni equivale a «trapassare il sommo dell’arco degli anni,» ossia il trentacinquesimo anno, come pensava anche Dante (Conv., IV, 23; Purg., XIII, 114).
  2. «Ed è buono pensare.»
  3. «Riposo.»
  4. Non è certo la Fiammetta, essendo la poesia sicuramente posteriore al 1348 (v. 1). Mi par probabile che questo sonetto sia scritto per la stessa passione amorosa a cui si riferiscono i seguenti sino all’LXXXIX.
  5. «Cessa di pensare alle cose superne.»
  6. In gioventù.