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Anno 253

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Anno di Cristo CCLIII. Indizione I.
LUCIO papa 2.
TREBONIANO GALLO imp. 3.
GALLO VOLUSIANO imp. 1.
VALERIANO imperadore 1.
GALLIENO imperadore 1.
Consoli

CAIO VIBIO VOLUSIANO GALLO AUGUSTO per la seconda volta, e MASSIMO.

Il secondo console vien chiamato da alcuni Marco Valerio Massimo. Perchè non ne ho veduto finora le prove, io m’attengo a chi solamente l’appella Massimo2211. Sembra che il Governo di Gallo Augusto fosse assai dolce, e ch’egli, usando maniere popolari e placide, si studiasse di farsi amare da ognuno, fuorchè da’ cristiani. Ma l’essersi tanto egli che [p. 875 modifica]il figliuolo dati al lusso e alle delizie2212, li faceva disprezzar dalla gente; e la loro negligenza e poca applicazione al governo incoraggi di molto i Barbari, per assalire e malmenare le provincia del romano imperio. Finalmente l’ira di Dio stava addosso ad un principe che mossa avea anch’esso guerra ai cristiani, i quali pure erano i migliori de’ sudditi suoi. Durando dunque l’orrido flagello della peste, s’aggiunse ai mali la irruzion degli Sciti, cioè de’ Goti, Carpi, Borani, o sieno Burgondi, e d’altre nazioni tartare, nella Mesia, Tracia, Macedonia e Grecia sino al mare Adriatico. Inesplicabili furono i saccheggi da lor fatti, le città non fortificate, ed alcune ancora delle forti si videro soccombere al loro furore; ed intanto Gallo in Roma si dava bel tempo. Comandava in questi tempi l’armi romane nella Pannonia Marco Giulio Emiliano. Aurelio Vittore2213 gli dà il nome di Emilio Emiliano. Questi, secondo che racconta Zosimo, animati i suoi soldati, diede addosso agli a Sciti, e gli riuscì di sconfiggerli e d’incalzarli fin dentro ai loro paesi. Questa vittoria cagion fu che l’esercito suo il proclamò imperadore. Giordano2214 solamente scrive che Emiliano, considerati i gravissimi danni recati allora dai Barbari alle terre romane, e la trascuratezza di Gallo e di Volusiano Augusti, fece conoscere alle sue milizie la necessità di aver un imperadore di petto da opporre all’insolenza de’ Goti: dal che venne (per suggestione certo di lui) che quell’armata si accordò a crearlo imperadore. Ch’egli ripulsasse, o avesse già ripulsati i Barbari, o pure ch’egli facesse qualche tregua con loro, si potrebbe argomentar dal sapere che egli s’incamminò a gran giornate verso l’Italia, senza far caso d’essi. Ma forse ciò avvenne perchè, secondo Zosimo2215, que’ Barbari, rivolte le loro scorrerie verso l’Asia, arrivarono ad Efeso, e desertarono poi tutta la Cappadocia. Allora fu che si svegliò Gallo, e raunate quelle forze che potè nell’angustia del tempo, marciò contra di Emiliano, non solamente entrato nell’Italia, ma anche giunto nell’Umbria. Furono a fronte le due armate a Terni, secondo l’asserzione di Vittore2216 e di Eutropio2217, o pure al foro di Flaminio, città da gran tempo distrutta, e posta allora ai confini di Foligno, come si ha da Eusebio2218. Ma le soldatesche di Gallo, snervate dalle delizie di Roma, non poteano competere con quelle di Emiliano, il quale ebbe anche l’avvertenza di subornarle con far correre secretamente fra loro la promessa di un gran regalo. Il perchè i due imperadori Treboniano Gallo e Volusiano Gallo furono dai lor proprii soldati privati di vita. Credesi che Gallo fosse allora in età di quarantasette anni, e gran disputa è intorno alla durata del suo imperio. Fu di avviso il Tillemont2219 che verso il mese di Maggio Gallo fosse ucciso. Ambedue si videro poi nell’anno seguente aggregati al numero degli dii da Valeriano Augusto, ch’era loro amico fedele, ma non aveva già l’autorità di fare dei veri dii. Rimasto vincitore Emiliano, e rinforzato anche dall’armata di Gallo, che si unì alla sua, altro non gli restava per essere assodato sul trono imperiale che l’approvazion del senato. Questa la ottenne senza difficoltà, perchè niuno osava di negarla; ed egli2220 promise di scacciare i Barbari dalla Mesia, e di far guerra ai Persiani, che mettevano a sacco la Mesopotamia. Si sa2221 che Emiliano era Moro di nazione, e nato di bassa famiglia; ma il suo valore gli avea spianata la strada ai posti più sublimi. Se si [p. 877 modifica]dee credere ad una moneta di lui rapportata dall’Angelloni2222, egli fu due volte console. Potrebbe essere che in uno degli anni addietro fosse stato console sostituito, e che dopo la morte di Volusiano Augusto, console nell’anno presente, avesse preso il consolato. Ma nulla di ciò apparendo in tante altre medaglie che restano di esso Emiliano2223, si può dubitar della legittimità di questa. Ebbero poco2224 effetto le promesse del novello imperadore, perchè poco stette a scoppiar contra di lui un fulmine, che si andava fabbricando nella Rezia e nel Norico. In quelle provincie Publio Licinio Valeriano era dietro a far gran massa di gente da tutte le parti con disegno di venire in soccorso di Gallo e di Volusiano: quand’ecco giugnergli l’avviso di essere questi stati uccisi, e che regnava il nemico loro Emiliano. O sia che Valeriano sdegnasse di sottomettersi all’usurpator dell’imperio, o che i soldati suoi ne concepissero anch’essi dell’abborimento, andò a terminar la faccenda nell’essere Valeriano acclamato Imperadore2225 dal medesimo esercito suo, benchè Zosimo2226 sembri avere creduto che solamente dopo la morte di Emiliano, egli per consentimento di tutti, fosse alzato al trono. Allora dunque che egli si trovò ben in forze calò in Italia, e prese il cammino alla volta di Roma. Già correva il terzo mese che Emiliano signoreggiava, ma in maniera tale, che se Zonara2227 dice il vero, fino gli stessi soldati suoi il riputavano indegno di regnare. Perciò uscito anch’egli in campagna per andare ad affrontarsi con Valeriano, allorchè fu nelle vicinanze di Spoleti (verisimilmente verso il mese di agosto) fu quivi da’ suoi proprii soldati svenato. La morte sua confermò Valeriano senza spargimento di sangue nel pieno possesso della dignità imperiale. Che Valeriano, riconosciuto da tutti imperadore, desse dipoi in quest’anno il titolo di Augusto a Publio Licinio Gallieno suo figliuol primogenito, e il creasse collega nell’imperio2228, lo scorgeremo dagli atti dell’anno seguente. Credesi che Origene, celebre ma combattuto scrittore della Chiesa di Dio, terminasse2229 anch’egli i suoi giorni nell’anno presente.