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Pagina:Annali d'Italia, Vol. 1.djvu/467


Decio, prima di portar l’armi contra dei Goti, estinse una guerra civile insorta nelle Gallie. È plausibile la di lui conghiettura, ma non esente da dubbii. Torniamo ora a Treboniano Gallo, riconosciuto imperadore anche dal senato romano. Le prime sue occupazioni furono quelle di stabilir pace coi Goti, comperandola nondimeno con vergognose condizioni2205; perchè non solamente permise loro di tornarsene alle loro contrade di là dal Danubio con tutto il bottino fatto sulle terre romane, e senza prendersi cura di riscattare, o far rilasciare gran copia di Romani, anche nobili, fatti prigioni nella presa di Filippopoli; ma eziandio si obbligò di pagar da lì innanzi un certo tributo annuale a quei Barbari, affinchè non inquietassero lo imperio romano. Non fu però Gallo il primo ad avvilir la maestà romana con simili patti. L’esempio gliene avea dato Domiziano, e probabilmente altri debili Augusti aveano fatto lo stesso. Dopo di che, come s’egli avesse con tali prodezze meritato il trionfo, se ne venne probabilmente nella primavera di quest’anno a Roma, tutto spirante gloria ed assai contento di sè stesso. Forse perchè i sacerdoti pagani o il senato zelante della conservazione de’ suoi falsi dii, fecero nuove istanze anche a Gallo, certo è che la persecuzion de’ cristiani, alquanto rallentata, e fors’anche cessata negli ultimi mesi dell’anno precedente e nei primi del corrente, si rinnovellò; e per tutte le provincie si attese ad infierire contro i cristiani che ricusavano di sagrificare agli abborriti numi della gentilità. Son qui da vedere le nobilissime lettere e gli opuscoli di san Cipriano2206 e di san Cornelio papa, il qual ultimo, per cagione di tal persecuzione, fu mandato in esilio, e poi coronato col martirio. Al governo della Chiesa romana fu sustituito Lucio papa, il quale dovette anche egli da lì a qualche tempo sofferire l’esilio. Ma Iddio non cessò di flagellar con nuovi gastighi questi principi nemici del popolo suo eletto, cominciando con una delle più terribili e lunghe pestilenze che mai passeggiassero sulla terra. Si andò essa stendendo a poco a poco per tutte le provincie del romano imperio2207, facendo dappertutto una fiera strage. Se crediamo ad Augusto Vittore2208, Hostiliano Augusto, già figliuolo di Decio imperadore, colto da questa infezione, terminò i suoi giorni. Ma Zosimo2209 pretende che Gallo imperadore, sospettando che questo collega, da chi amava la memoria del di lui padre Decio, fosse un dì portato troppo innanzi con pericolo della propria dignità, il facesse a tradimento levare dal mondo, fingendo verisimilmente che fosse morto di peste. Dopo la cui morte egli dichiarò Augusto il suo figliuolo Gallo Volusiano, il quale nelle iscrizioni2210 è chiamato Caio Vibio Affinio Gallo Veldumiano Volusiano.


Anno di Cristo CCLIII. Indizione I.
LUCIO papa 2.
TREBONIANO GALLO imp. 3.
GALLO VOLUSIANO imp. 1.
VALERIANO imperadore 1.
GALLIENO imperadore 1.

Consoli

CAIO VIBIO VOLUSIANO GALLO AUGUSTO per la seconda volta, e MASSIMO.

Il secondo console vien chiamato da alcuni Marco Valerio Massimo. Perchè non ne ho veduto finora le prove, io m’attengo a chi solamente l’appella Massimo2211. Sembra che il Governo di Gallo Augusto fosse assai dolce, e ch’egli, usando maniere popolari e placide, si studiasse di farsi amare da ognuno, fuorchè da’ cristiani. Ma l’essersi tanto egli che