Amor, per Deo, piú non posso sofrire

Luigi Di Benedetto

XIII secolo Indice:Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu canzoni Amor, per Deo, piú non posso sofrire Intestazione 14 novembre 2021 75% Da definire

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VII

     Amor, per Deo, piú non posso sofrire
tanto gravoso istato,
ch’almen non muti lato
in dimostrar mia grave pena e dire;
5avegna ben che n’ho sí poco fiato,
com’io mi sento ardire,
dovess’i’ discovrire
ciò donde molto piú seria ’ngombrato.
Ma poiché tormentato
io son tanto soferendo,
crescer lo vo’ dicendo,
che per ragion si dee rinnovellare.
Ed io solo pertanto
rinnovo mio penare
15in pietoso pianto,
che voi, donna sovrana,
ormai siate certana
che senza vostro aiuto
sono al morir, tant’è ’l dolor cresciuto.

     20Ben veggio, Amore, e sentomi sí forte
gravato a dismisura,
che sol vostra figura

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veder pietosa mi può tor la morte;
e caladrio voi sete a mia natura,
25ch’i’ son caduto in sorte
cotal in vostra corte,
malato piú ch’altro omo, a mia ventura.
Però, gentil criatura,
merzé vi chero aggiate;
30solo vêr me sguardate,
lá’ nd’io terrò da voi mia vita in dono,
ché sí, donna d’aunore,
com’io mi sento e sono
nel periglioso ardore,
35se non mi provedete,
similmente potete
co l’amorosa vista
farmi di gio’ gioiosa fare acquista.

     Como, gentil mia donna, puote avere
40in voi tanta durezza,
veggendo mia gravezza
e ch’i’ non chero cosa da spiacere
né che giá pregio bassi a vostr’altezza?
Ma crescere e valere
45tuttor a mio podere
lo vo’ cosí com’ per me l’allegrezza.
Né al mondo grandezza
nessuna cotant’amo
come servir voi bramo,
50sol co la vostra bona volontate,
la qual con umil core
domando per pietate
temente a tutte l’ore;
ché ’n voi pur trovo orgoglio
55lá ’nd’io forte mi doglio
e tornom’a merzede,
ch’a molti isventurati gio’ concede.

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     Donna d’aunor, per Dio, merzé vi prenda
di me, poi conoscete
60ch’a vostr’onor potete
me dar conforto, e a pietá discenda
lo vostro cor, che ’n alto lo ponete,
poich’a pietá intenda.
Né non mi vi difenda,
65gentil donna, ragion, poi ben sapete
che giá far non dovete
contra dolce merzede,
poi tanto v’amo in fede
ch’ella dipon quel che merzede avanza:
70avegna che ’n mio stato
trovar dovrei pietanza
in tutte parti e lato;
ché merzede e ragione
in buona oppenione
75vi doveriano dare
cor e voler di farmi allegro istare.