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1893

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Aloïss Heiss - Necrologio Intestazione 13 ottobre 2016 75% Numismatica

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della rivista Rivista italiana di numismatica 1893

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NECROLOGIA




ALOÏSS HEISS.


Nato a Parigi l’8 gennaio 1820, moriva a Aulnay (Senna) il 20 maggio 1893 Aloïs Heiss, uno dei numismatici forastieri che più si occuparono a illustrare le medaglie artistiche del Rinascimento Italiano. Anzi è precisamente sotto questo aspetto che crediamo doversi dalla nostra Rivista un segno d’onore alla sua memoria.

L’Heiss si dedicò dapprima alla illustrazione delle monete di Spagna, e la numismatica spagnuola deve a lui tre opere monumentali che si intitolano:

Description general de las Monedas hispano-cristianas, desde la invasion de los Arabes, pubblicata a Madrid in tre voluini dal 1865 al 1869.

Description generale des Monnaies antiques de l’Espagne, un volume, pubblicato a Parigi nel 1870.

Description generale des Monnaies des Rois wisigothes d'Espagne, un volume, pubblicato pure a Parigi nel 1872.

In seguito, pure scrivendo articoli in diverse Riviste, archeologiche e numismatiche, egli rivolse principalmente i suoi studii e le sue ricerche alle medaglie del rinascimento italiano, e riuscì a condurre quasi a termine la sua splendida pubblicazione che s’intitola: Les médailleurs de la Renaissance. Nove fascicoli furono da lui pubblicati, degli altri due che mancavano a completamento dell’opera sono pronti i manoscritti e quindi è a sperarsi che l’Editore ne curerà la pubblicazione.

[p. 390 modifica] Ecco l’ordine del lavoro:

1.° Fasc. Vittore Pisano, Parigi, 1881.
2.° " Francesco Laurana e Pietro da Milano, Parigi, 1882.
3.° " Niccolò, Amadio da Milano, Marescotti, Lixignolo, Perecini Baldasare Estense, Coradini. Parigi, 1883.
4.° " Leone Battista Alberti et Matteo de’ Pasti et anonyme de Pandolphe IV Malatesta. Parigi, 1883.
5.° " Niccolò Spinelli, anonymes d’Alphonse I d’Este, de Charles VIII et d’Anne de Bretagne, Giovanni delle Corniole, Antonio del Pollajolo, les Della Robbia, Gentile Bellini, Bertoldo di Giovanni, Costanzo, les anonymes de Lucrèce Borgia, de Laurent le Magnifique et de Mahomet II. Parigi, 1885.
6.° " Sperandio de Mantoue et les médailleurs anonymes des Bentivoglio, Parigi, 1886.
7.° " Venise. — A. Guidizani, Ant. Gio. Boldu C. T. F., Pietro da Fano, I. O. F., Fra Antonio da Brescia, Vittore Camelio, Spinelli, Gio. Guido Agrippa, Alessandro Vittoria, Anonymes des doges de Venice et d’autres personnages antérieurs au XVII siècle, Parigi, 1887.
8.° " Florence, première partie. — Michelozzo Michelozzi, Ludovico da Fuligno, Averlino, Petrecini, Ant. del Pollaiolo, Bertoldo di Giovanni A. P. F., Andrea Guazzalotti, Nicolò Fiorentino et son école, Domenico di Bernardo Cennini, le médailleur à la tenaille, le medailleur à l’aigle, le medailleur à l’Esperance, le médailleur à la Fortune, Francesco da S. Gallo, Benvenuto Cellini et médailleurs anonymes des personnages florentins antérieurs au XVIII siecle. Parigi, 1891.
9.° " Florence, deuxieme partie. — Girolamo dal Prato, Domenico di Polo, R. C., V. G. L., F. P., G. R. F., Gian Paolo Poggini, Domenico Poggini, Mazzafiri, C. S., D. S., Giuliano Grannini, Rancetti, F. M. F., S. D. A., Pastorino, médailleurs anonymes des personnages Florentins ou Toscans, les quatres derniers Grands Ducs de la maison de Medicis et de la Zecca de Florence. Parigi, 1892.

Questi i fascicoli pubblicati, i due che rimangono a compimento dell’opera dovevano essere consacrati, il primo alle [p. 391 modifica]medaglie milanesi e dell’Alta Italia, il secondo alle medaglie non comprese nei fascicoli precedenti.

Se il lavoro dell’Heiss è colossale ed è certamente il più vasto e il più splendido che mai sia stato pubblicato sull’argomento, non sarebbe altrettanto giusto l’asserire che sia perfetto e scientifico in ogni sua parte.

Delle attribuzioni molte sono ancora discutibili, la distribuzione del lavoro può essere tacciata di poco ordine e poco nesso logico; l’autore può essere accusato d’essersi benespesso lasciato trasportare a digressioni artistiche, che escono assolutamente dal campo, nel quale il suo lavoro doveva essere circoscritto. E talvolta di tali digressioni formano parte integrante anche parecchi dei moltissimi disegni che fregiano l’opera sua, i quali, per quanto bellissimi in sé stessi, ben poco hanno a che fare col soggetto. Era la foga artistica dell’autore, che la vinceva sulla nuda scienza, era la mania di rendere l’opera sua attraente non diremo ai profani ma ai semplici artisti, che portarono spesso l’autore a digredire e a esagerare l’abbondanza delle illustrazioni.

Ma, accennando per debito di imparzialità alle mende, dobbiamo in pari tempo esprimere tutto il nostro rispetto, la nostra ammirazione e la nostra gratitudine, come italiani, allo splendido monumento eretto alla nostra epoca più gloriosa dell’arte medagliera.

La Direzione.