Vita di Esopo Frigio/Capitolo XI

Capitolo XI

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Anonimo - Vita di Esopo Frigio (Antichità)
Traduzione dal greco di Giulio Landi (1545)
Capitolo XI
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C A P I T O L O   XI.


I Discepoli suoi, addimandandogli se quei due schiavi gli erano piaciuti, disse il Filosofo: certamente mi piacquero, ma il decreto proibisce di comperare schiavo così gran prezzo, e caro. Allora uno scolaro disse: Se così è come tu dici, adunque niuna legge ti vieta comperare questo contrafatto animaluzzo, di cui penso, che l’avrai a buon mercato, ad ogni modo tanto serviratti un brutto, quanto un bello. Gli altri discepoli, volendo persuaderlo a far quella compera soggiunsero: Maestro, di grazia compralo, che noi per te i denari vogliamo or ora sborsare. Xanto a loro disse: per Dio saria ben questa cosa da ridere, che voi pagaste i danari, ed io lo schiavo avessi. Oltre de ciò la mia moglieruzza non soffrirebbe da così mostruosa persona esser servita. Rispondendo i discepoli: Si può fare, o Maestro, disseto, che egli a lei non servi, ma a te, ed a gli altri tuoi. Allora Xanto disse. Poichè così [p. 20 modifica]volete, vediamo se sa fare cosa alcuna acciocchè non gettiano via i denari. Ed accostato ad Esopo disse. Ora rallegrati. Ed egli a lui disse; credi forse che io sia malenconico? E Xanto seguendo disse. Dio ti salvi; E te ancora, rispose Esopo. Piacque la prontezza sua nel rispondere, e poi soggiunse Xanto. Qual sei tu? Son negro, rispose Esopo. Non addimando ciò; disse Xanto, addimando dove sei nato. Ed egli disse. Dal ventre della Madre mia: Nè ciò addimando, disse il Filosofo: di ciò non mi ha detto la Madre mia, se in alto, ovvero in basso luogo nascesse: Risero tutti delle pronte, e facete risposte d’Esopo; cui poscia addimandando il Filosofo, che così fare sapeva. Nulla rispose. O come disse Xanto, nulla è pur troppo poco. Ed egli allora disse. Se questi miei compagni sanno ogni cosa fare, a me non hanno eglino cosa veruna lasciata. Raddoppiarono quivi le risa li discepoli, con ciò fosse cosa, che gran dilettazione avvessero preso di quelle piacevoli risposte, e commendavano molto, dicendo: per Dio egli risponde molto saviamente, e bene veramente uomo alcuno non è, che sappia ogni cosa fare. E Xanto poscia addimandandogli, se egli voleva, che lo comperasse. A me ne dimandi tu, rispose Esopo, ed in ciò hai bisogno, che io ti consigli? Fa pur quello, che meglio ti viene, niuno, credo ti sforza a comperarmi, e perciò nell’arbitrio tuo è posto il far questa mala spesa, e non la fare: che so non vuoi, perchè tanto ricalare, e di me burlarti; I discepoli dicevano: Certamente costui dice bene, e meglio parla del maestro nostro, [p. 21 modifica]e di prontezza molto lo vince Xanto, poscia dicendoli:Dimmi, se io ti compro fuggirai tu? rispose Esopo: Io se ciò vorrò fare, non verrò a te per consiglio, nè farò come tu che m’addimandi, se comperare tu mi debbi. Disse Xanto: Certo tu dici benissimo, soggiungendo; Oh tu sei brutto e schifo. Ed egli a lui. Non mirare, o Filosofo, le qualità del viso; ma guarda pur bene l’animo, e la mente.