Tu, che le risa improvvide e lo scoppio

Iacopo Vittorelli

XVIII secolo Sonetti letteratura Tu, che le risa improvvide e lo scoppio Intestazione 2 settembre 2014 75% Sonetti


SONETTO XIV.

Al Nobil Uomo Ferdinando Toderini mandandogli nell'ultimo giorno di carnovale alcuni versi della contessa Alaria ed un libro del conte abate Roberti.


Tu, che le risa improvvide e lo scoppio
     Fuggi del Baccanal che assorda l'aria,
     E nella cameretta solitaria
     Bevi tranquillo il filosofic'oppio;

5Queste, che ad aureo volumetto accoppio
     Rime, o Fernando, d'armonia sì varia,
     Che la vezzosa innamorata Alaria
     Piangendo meditò sul colle doppio;
 
Ricevi, amico: e se pietà conforme
     10Darle non sai, perdona a quella smania
     Che di ragion la traviò dall'orme.

Non viene Amor per tenderti la pania,
     Ma perchè gode che in discrete forme
     Uno Stoico gentil lo chiami insania.