Tre libri dell'educatione christiana dei figliuoli/Libro III/Capitolo 12

Libro III - Capitolo 12

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ALQUANTO PIÙ IN PARTICULARE DELLA ISTESSA MATERIA DEL NUTRIMENTO.

Perche nella infantia, l’huomo non è quasi differente del bruto, et per all’hora poco altro si può fare, che attendere al corpo, però sarà cura delle madri di famiglia, et delle buone nutrici, che il fanciullino sia bene allattato, et nutrito in modo, che non diventi estenuato, et languido; e in somma sia governato in maniera, che il corpicino possa esser idoneo instrumento dell’anima, si come si ricordò da principio. E anchora da avvertire che i fanciulli, et le altre età che anchora sono nel crescere richiedono, secondo la proportion loro più cibo, et più spesso che le età perfette, dovendo la natura in loro haver nutrimento non solo per mantener il corpo, ma per dargli augumento, sino alla sua debita perfettione, nondimeno anchora con i fanciulli, et con i giovanetti alquanto più creciuti, non meno che con gli huomini, hà la sobrietà et la temperanza luogo di esercitarsi, atteso che non si deve dare à i fanciulli ne tutto quello che vogliono, ne quanto vogliano. Sono i fanciulli voraci, amici de’ frutti, et di cose dolci, le quali date loro soperchiamente non solo gli avvezzano giotti, ma spesse volte cagionano infirmità. Hor quali sorti di cibi siano convenienti à ciascuna età, per formar un corpo che sia sano, et di mediocre robustezza, idoneo à gli esercitii civili, quali communemente si fanno da gentil’huomini, et da cittadini nel governo della Città, et nella cura famigliare, è più presto offitio de’ medici il darne precetti et regole particulari. Ma in generale mi par di ricordare che si devono avvezzar i fanciulli in modo si che non abhorriscano cibo alcuno di quelli che communemente si usano fra gli huomini; per cio che le necessità della vita humana ci astringono à far viaggi, et ritrovarsi in paesi stranieri, dove fà bisogno vivere secondo la conditione de’ luoghi, oltre che, se tal volta uno amico, ci invita à mangiare seco, non può essere che non riceva molestia, vedendo che non mangiamo di questo, et di quell’altro cibo, et tal’hora si trovano alcuni che il gustare inavedutamente alcuna cosa, anzi l’odorato solo, et forsi il solo vedersela avanti, gli move nausea, dico anchora di cose tali, che altri bene, et civilmente allevati sogliono mangiare. E vero che ci sono complessioni tali, che pare che habbiano una certa repugnanza naturale, à qualche genere di alimento, et nondimeno come nelle altre cose, la educatione và correggendo molti difetti, et se non gli toglie affatto gli fà più tolerabili, cosi anco in questa non sarà inutile la sua diligenza, che se ben pare cosa di non molto momento, tuttavia oltra quello che si è detto, può avvenire che per un si fatto impedimento di non potersi una persona nutrire di qualche maniera di cibo, ò per abhorrire vehementemente il vino, non gli sia lecito di celebrare, ò non possa cosi commodamente far elettione, di entrare in alcuna particular religione, non si parla però di quelli che per consiglio de i medici, et per indispositione sono astretti ad astenersi.