Tre libri dell'educatione christiana dei figliuoli/Libro II/Capitolo 30

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Come parimente si devono avvezzar à riverire le leggi humane. Cap. XXX.

E anchor necessario, che il fanciullo si avvezzi a riverire, et osservare le humane leggi, non tanto per timore della pena, quanto per lo amore della virtù, essendo persuaso che i Prencipi, et Superiori, sono in terra Luogotenenti di Dio, et ogni potestà è da Dio, et la istessa legge di Dio ci commanda questa obedienza, onde chi resiste alla potestà humana, resiste alla ordinatione di Dio. Cerchi adunque il padre imprimere amore, et riverenza nel figliuolo verso il Prencipe, et la Republica, et perche come altrove s’è detto, nel governo famigliare si vede una certa imagine di reggimento politico; giovarà assai per le cose maggiori, che il figliuolo sia pronto ad obedire le leggi domestiche, et veda parimente i famigliari che prontamente le obedischino, et provi, et riconosca in [p. 50r modifica]se stesso, et ne gli altri la mercede, et il castigo, della obedienza, et della inobedienza; senta spesse volte il padre commendare il Prencipe, et i Governatori, che mantengono la giustitia, et provedono a tutti, come padri communi, come si dirà più basso, et quando tal’hora occorrerà al padre di esercitare alcun offitio publico, ò far qualche cosa secondo l’ordine delle leggi, ne avvertisca il figliuolo, et si dimostri di fare quello che egli fa, con lieta, et pronta voluntà per ubidire come deve, al prencipe, et alle leggi, acciò il figliuolo anchora si renda bene affetto a fare il medesimo non giudicando, ma obedendo a i suoi superiori. Il che quanto necessaria, et salutifera cosa sia, le calamità de’ nostri tempi, le molte rivolutioni di stati, le ribellioni dè popoli, disprezzatori delle leggi divine, et humane, pur troppo apertamente ce lo dimostrano. Et tanto basti per hora, poiche alcun’altra cosa pertinente a questa istessa materia, si havrà nel precetto dell’honorare i parenti.