Tre libri dell'educatione christiana dei figliuoli/Libro II/Capitolo 26

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DI QUANTA IMPORTANZA SIA UN BUON CONFESSORE, ET PADRE SPIRITUALE.

Non si può considerare, nè riferir senza dolore, che gli huomini communemente nelle cose della carne sono prudentissimi, et in quelle dello spirito, et della salute loro poco avveduti, et negligentissimi, si come ad altro proposito si è toccato di sopra. Di qui è che per la sanità corporale si procura un medico eccellente, non perdonando a spesa, et si cerca che habbia perfetta cognitione della nostra complessione, et si discorre seco molto à minuto, etiandio nel tempo della sanità, acciò quando siamo ammalati, sappia meglio medicar il male dalla radice. Et poi che il medico è bene instrutto, et habbiamo una certa fede in lui, non ci rechiamo leggiermente a mutarlo, anzi si vede che lo aspetto solo del proprio medico, è una maniera di medicina all’inferno. Hora saria molto giusto, che questa istessa prudenza si osservasse nella cura dell’anima, et non andassero i penitenti ogni giorno variando medico spirituale; sopra di che si potrebbono dire molte cose, le quali tralascio per non esser troppo lungo. Dirò solo, che tutti i padri, et maestri de lo spirito, hanno riputato cosa importantissima, et quasi la somma della vita christiana, lo haver un direttore fermo, et ordinario, et un padre spirituale esperto nel governo dell’anime, et pieno di carità, et che sappia compatire a gli infermi, et habbia, come si suol dire, scienza et conscienza; sotto la cui mano, et obedienza altrui si governi in tutte le sue attioni, procedendo con grandissima verità, et con sincerissimo aprimento di tutto l’intimo del cuore. Le quali attioni nostre all’hora andaranno sicure, quando saranno approbate da questo auriga, et rettore de la vita nostra; ilche debbiamo tener per fermo, non solo per la particular cognitione, che egli haverà della complessione, per cosi chiamarla, della nostra anima, ma per il lume spetiale, che Dio gli concederà, conforme al luogo che tiene, per benefitio, et salute nostra. Però il buon padre insegni al figliuolo questa dottrina, non solo con le parole, ma con la prattica di se medesimo, acciò vedendo il figliuolo l’honore, et la stima che fa suo padre del suo parrocchiano, o d’altro savio confessore, ch’egli si habbia eletto, come avviene nelle Città grandi, dove è copia di confessori religiosi, et approbati, et vedendo ch’egli riferisce al suo consiglio tutte le deliberationi importanti di casa sua, impari anchor egli a far il medesimo, quando sarà padre di famiglia; e in tanto il padre conduca, come è detto, il figliuolo al medesimo confessore sempre, et glielo assegni per guita, et maestro; et egli, come un nocchiero prattico, lo condurrà, con l’aiuto della divina gratia, in mezzo di molte tempeste di questa vita, in sicuro porto. Et non sia chi dubiti punto, che se bene il padre spirituale fosse per altro di minor prudenza, et prattica, de i negotii humani, di noi; nondimeno Iddio per il suo ministro, come è detto, corrisponderà alla fede nostra, si come l’esperienza istessa, a tutte le hore ce lo dimostra apertamente.