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Trattato - Libro 5 - Esempio 29

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ESEMPIO XXIX.

Rocca di Mondavio (Tav. XVIII, 1).

In una terra del signor Prefetto (1) detta Mondavio ho fatto edificare una rocca con queste parti. In prima, il circuito del ricetto esteriore è di figura pentagona: un angolo d’essa volge verso l’opposita parte della terra, e la faccia opposta a quest’angolo guarda la terra. Nell’angolo detto è un grosso torrone con le parti convenienti, e nei due angoli della faccia due torricini pieni con le offese laterali; appresso a quel torrone è la stanza per il signore. Da una delle faccie propinque ai torricini ho fatto un torrone di figura ovale oblunga, di diametro [p. 293 modifica]piedi 50, alto..... (sic), per mezzo del quale passa la via con una porta, due ponti e due rivellini, da ogni parte il suo, cioè fuori e dentro della terra. Appresso all’altro torricino vi è una torre con otto facce, di diametro piedi 60, col vacuo suo quadro, ed è contigua con le mura della terra, dove è la stanza del castellano: e nella congiunzione di questa con la faccia è il soccorso col rivellino; intorno alle dette parti gira un fosso con le sue proprietà, come si vede nel disegno.

    pag. 56) fu eretta dal duca Federico. Lo stesso autore nella vita di Guidobaldo narra come questa rocca fosse una di quelle che il Valentino chiese ed ottenne dal Duca (lib. VI, pag. 230).

  1. Giovanni della Rovere nipote di Sisto IV, duca di Sora e d’Arce, signore di Sinigaglia e del vicariato di Mondavio, prefetto di Roma dal 1475, e genero di Federigo d’Urbino (Infessura col. 1145. Anonimo Vita di Sisto IV, col. 1063 presso R. I. S. tomo III. P. II). Per questa rocca vedasi quanto ho detto nella vita dell’autore al capo IV.