Trattato completo di agricoltura/Volume I/Del prato/10

Prodotto dei prati

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prodotto dei prati.

§ 466. Il prodotto dei prati non solo è superiore a quello di una eguale superficie coltivata a cereali, ma è quello eziandio che meno va soggetto agli infortunj celesti. La grandine, il gelo, le prine, le pioggie prolungate nel tempo che l’erba deve disseccare, possono diminuire e mandar a male parte d’un taglio, ma non possono toglierci in totalità il prodotto annuo come succede in tante altre coltivazioni.

Questo prodotto di erba varia secondo il genere della prateria, secondo le acque d’irrigazione, e secondo i concimi e le cure. Da noi però una discreta prateria può dare i seguenti prodotti medj, dai quali dedurrò le spese che regolarmente si richiedono ogni anno, e calcolando che, per media, 400 di erba diano 100 di fieno.

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prodotto approssimativo di un ettaro di prato.

a vicenda irrigatorio stabile a marcita
1.° Taglio fieno Q.li 30,00 a F.i 4,50 F.i 135,00   1.° Taglio fieno Q.li 30,00 a F.i 5,00 F.i 150,00   Febbrajo Erba Quint. 105,00
2.° » » » 22,00 » 3,50 » 77,00   2.° » » » 22,00 » 4,00 » 88,00   Aprile » » 150,00
3.° » » » 15,00 » 3,00 » 45,00   3.° » » » 15,00 » 3,50 » 52,50   Maggio » » 180,00
Erba quartirola 10,00 Erba quartirola 15,00   Luglio » » 120,00
  Settembre » » 90,00
Quint. 67,00 Fr. 267,00 Quint. 67,00 Fr. 305,50   Ottobre » » 60,00
(1) Si deduce 1/4 per le spese » 66,75   (1) Si deduce 1/3 per le spese » 101,83
Erba Quint. 705,00
Prodotto netto Fr. 200,25   Prodotto netto Fr. 203,67   Pari a Q.li 176,25 di fieno che a Fr. 4 al Quint. sarebbero
Fr. 705,00
  Si deducono 2/5 per le spese » 282,00
  Prodotto netto Fr. 423,00
(1) Nelle deduzioni si sono calcolate le sole spese di coltivazione.
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I prati irrigati col cavo Vettabia, quasi tutti ridotti a marcita, danno da otto in nove tagli all’anno, tutti abbondanti, per cui il loro prodotto viene stimato il doppio ed anche il triplo delle altre marcite. Un prato che non fosse irrigato nel verno, ma che in primavera ed in autunno fosse disposto a marcita, darebbe un prodotto medio tra la marcita ed il prato stabile.

Ma il maggior profitto del prato sta nel consumarne il foraggio verde pel mantenimento del bestiame vaccino, allo scopo di ritrarne latte; perchè, come già dissi, coll’essiccamento dell’erba evaporano molte sostanze solubili azotate, laddove nel foraggio verde vengono totalmente convertite a vantaggio del bestiame. Chi però vuol adoperare il prodotto dei prati per l’aumento ed ingrasso del bestiame, sarà meglio che usi di erba matura, perchè a quell’epoca si costituisce più solidamente, ammettendo una maggior quantità di principj inorganici opportuni alla formazione delle carni e delle ossa.

I prati poi che si falciano continuamente in erba tenera, cioè che tutt’al più abbiano cominciato a fiorire, si snervano meno di quelli in cui si lascia maturare, perchè, come già dissi, il seme maturo leva al suolo una quantità di principj attivi maggiore che non due o tre raccolti dell’istessa pianta, tagliata all’epoca del suo maggior sviluppo erbaeeo.