Traduzioni e riduzioni/Al lettore

Maria Pascoli

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AL LETTORE





Un altro volume? Sì. E sebbene sia di traduzioni e riduzioni, io mi lusingo che, oltre dare un’idea della sua metrica, specialmente nei passi segnati con asterisco nell’indice (esametri puri e distici), continuerà a mostrare l’animo suo sempre ugualmente pensoso e forte e tenerissimo, solo che si noti la scelta, dirò così, quasi istintiva della maggior parte delle poesie e dei brani da lui tradotti: eroi, fanciulli, madre, natura, morte. Ciò che Egli più ammirava, ciò che più amava, ciò che più pensava.

Alcuni, anzi molti de’ suoi amici e lettori, si aspettavano la versione completa dell’Iliade e dell’Odissea. Il mio rammarico è tanto grande che ciò non sia, quanto è irriflessiva la loro aspettazione. [p. vi modifica]Come, infatti, poteva esser pronto ora un lavoro che gli avrebbe assorbito qualche anno di vita, se si pensa alle molte varie e continue occupazioni che ha sempre avute? Voleva bensì farla; ma si riprometteva di riempire con essa, e col perfezionamento e compimento de’ suoi poemi latini, gli ozi del riposo scolastico, che non avrebbe tardato a chiedere, e che sperava gli venisse concesso. Ma pur troppo ora il riposo è più assoluto; e mi viene il pensiero, gli sia più caro!

Se il volume soddisferà, se sarà abbastanza corretto e compilato con qualche gusto e criterio, il lettore ne renda grazie al dotto suo collega e caro amico, Vittorio Puntoni, che con pietosa e illuminata assistenza mi ha guidata in quest’opera di devozione e d’amore. E anche un affettuoso ringraziamento vada al grande pittore Adolfo De Carolis, che trovo sempre pronto e volenteroso per abbellirmi con la sua gentile arte queste meste postume edizioni.


Maria Pascoli


Castel vecchio, 3 marzo 1913.