Tal si solea per me levare in piede

Pieraccio Tedaldi

Aldo Francesco Massera 1916 Indice:AA. VV. – Sonetti burleschi e realistici dei primi due secoli, Vol. II, 1920 – BEIC 1928827.djvu sonetti Tal si solea per me levare in piede Intestazione 23 luglio 2020 25% Da definire

Omè, che io mi sento sí smarrito I' truovo molti amici di starnuto
Questo testo fa parte della raccolta XXIV. Pieraccio Tedaldi
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XIV

Qual è il suo unico conforto allorché si sente triste per la sua povertá.

Tal si solea per me levare in piede,
e dicea: — Bene andiate — e — Ben vegnate, —
e farmi molto spesso le fiate:
4se or gli vo dinanzi, e lui si siede.
E1 che e ’l come e donde ciò procede?
Ch’i’ho pochi danari e men derrate;
sovente con durissime spronate
8spesso malinconia nel cor mi fède.
E certo son ch’ella m’uccideria,
se non ch’i’ sto, e penso e poi ripenso
11come fortuna gira notte e dia.
Ché tal da povertá è stato offenso,
che poi caso o accidente li venia
14si, ch’e’ si riconforta in ogni senso.