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Gaio Valerio Catullo - Poesie (I secolo a.C.)
Traduzione dal latino di Mario Rapisardi (1889)
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La goletta, che qui vedete accogliersi,
   Afferma essere stata la più celere
   Delle navi, e passato avrebbe l’impeto
   D’ogni trave nuotante, che per opera
   5Di remi a volo andasse o di veleggio.
   E nega che negare i lidi il possano
   Dell’Adria minaccioso e delle Cicladi
   E la nobile Rodi e la Tracia orrida
   E l’Ellesponto e il sen truce del Bosforo,
   10Ove questa, che poi fu goletta agile,
   Sorse chiomata selva, e in sul citorio
   Giogo da la vocal chioma diè sibili.
   Pontica Amastri, Citoro bossifero,
   Queste cose a voi sono e fùr notissime,
   15Afferma la goletta, che sui culmini
   Vostri, dice, abitò sin dall’origine,
   E nel mar vostro i suoi remi s’immersero.
   Portò quindi il padron per molti indocili
   Golfi, o sia che invocasse un’aura provvida
   20A destra od a mancina, o sia che prospero
   Giove spirasse a poggia e ad orza a un subito.
   Nè già voti da me profferti furono
   Ai littorali dei, quando dall’ultimo
   Mare traeasi a questo lago limpido.

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   25Cose andate son queste: ora in recondita
   Quiete invecchia, e a te, gemino Castore,
   A te, gemel di Castore, si dedica.