Apri il menu principale

Modifiche

Corpo della pagina (da includere):Corpo della pagina (da includere):
 
{{Ct|v=2|t=2|f=120%|V.}}
Compiuti i diciott’anni, Celso Dondelli non aveva ancora dimostrata miglior vocazione che quella di star allegro e di corbellare il prossimo. Dalla scuola del filosofo aveva però acquistata tanta coltura da superare i coetanei studenti nei regi licei. — Il lievito c’è — diceva il conte — ; lasciamolo fermentare.
 
E scorgeva sempre un’intenzione seria, un motivo ragionevole in ogni scherzo o birichinata che il suo protetto faceva. Questa benignità, ingenua o filosofica che fosse, trovava un cuore non ingrato o sleale. Per il suo protettore il giovine si sarebbe messo nel fuoco; e il conte, che sentiva l’affetto sincero nella confidenza di lui, lo ricambiava in modo così aperto che già tutti dicevano: — Lo adotterà per figlio.
28 525

contributi