Differenze tra le versioni di "Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/389"

 
 
  Cosa significano le icone?  Cosa significano le icone?
-
Pagine SAL 25%
+
Pagine SAL 75%
Intestazione (non inclusa):Intestazione (non inclusa):
Riga 1: Riga 1:
  +
{{RigaIntestazione||{{Sc|cola di rienzo}}|{{Sc|367}}|riga=si}}
Corpo della pagina (da includere):Corpo della pagina (da includere):
Riga 1: Riga 1:
  +
del popolo; ma non gli bastò il coraggio per sostenere la pena mag- giore, quella dell’abbandono: pregò, pianse, tremò, infine rinunziò, e andossi a chiudere in castel Sant’Angelo coi parenti e i pochi fedeli (1348) sinchè fuggì. I suoi nemici rimbalditi, e quei che tremavano di esserglisi mostrati amici, lo fecero appiccare in effigie, e distrussero in un fiato quanto in sette mesi aveva operato.
COLA DI RENZO
 
  +
del popolo; ma non gli bastò il coraggio per sostenere la pena mag- -
 
  +
Il tribuno, errante ma non malvagio, vissuto alcuni anni tra gli eremiti francescani di Monte Majella negli Appennini, ove serpeggiavano le idee de’ Fraticelli, contrarie all’autorità de’ pontefici e al fasto de’ prelati, nell’entusiasmo della solitudine si credette chiamato a cooperare ad una riforma universale, che Dio stava per effettuare onde correggere la ribalda vita del mondo. Per avacciare l’opera si presentò a Carlo di Boemia, dicendo avergli a confidare gravi segreti, e incoraggiarlo alla liberazione d’Italia, e a fornirlo d’armi, senza di cui la giustizia non vale. Ma questi il fece prendere e recare ad Avignone, ove trovò grazia, e per intromessa anche del {{AutoreCitato|Francesco Petrarca|Petrarca}} fu assolto della scomunica e lasciato vivere in pace.
giore, quella dell'abbandono: pregò, pianse, tremò, infine rinunziò,
 
  +
e and ossi a chiudere in castel Sant'Angelo coi parenti e i pochi fe-
 
  +
Roma riprese freno di temperanza sotto al legato e a due senatori; e il giubileo del 1350 vi attirò gente e danaro<ref name="p367">«Il dì di natale cominciò la sanla indulgenza a tutti coloro che andarono in pellegrinaggio a Roma, facendo le visitazioni ordinate per la santa Chiesa alla basilica di Santo Pietro e di San Giovanni Laterano e di Santo Paolo fuori di Roma; al quale perdono uomini e femmine d’ogni stato e dignità concorse di Cristiani, con maravigliosa e incredibile moltitudine, essendo di poco tempo innanzi stata la generale mortalità, e ancora essendo in diverse parti d’Europa tra’ fedeli cristiani; e con tanta devozione e umiltà seguivano il romeaggio, che con molta pazienza portavano il disagio del tempo, ch’era uno smisurato freddo, e ghiacci e nevi e acquazzoni, e le vie per tutto disordinate e rotte; e i cammini pieni di dì e di notte d’alberghi, e le case sopra i cammini non eran sofficienti a tenere i cavalli e gli uomini al coperto. Ma i Tedeschi e gli Ungheri, in gregge e a turme grandissime stavano la notte a campo stretti insieme per lo freddo, atandosi con grandi fuochi. E per gli ostellani non si potea rispondere, non che a dare il pane, il vino, la biada, ma di prendere i danari. E molte volte avvenne che i romei, volendo seguire il loro cammino, lasciavano i danari del loro scotto sopra le mense, loro viaggio seguendo: e non era de’ viandanti chi gli togliesse, infino che dell’ostelliere venia chi gli togliesse.<br>
deli (1348) sinché fuggi. I suoi nemici rimbalditi, e quei che trema-
 
  +
«Nel cammino non si facea riotte nè romori, ma comportava e ajutava l’uno all’altro con pazienza e conforto. E cominciando alcuni ladroni in terra a rubare e a uccidere, dai romei medesimi erano morti e presi, ajutando a soccorrere l’uno l’altro. I paesani faceano guardare i cammini, e spaventavano i ladroni: sicchè {{Pt|se-|}}</ref>. Ma
vano di esserglisi mostrati amici, lo fecero appiccare in effìgie, e
 
distrussero in un fiato quanto in sette mesi aveva operato.
 
Il tribuno, errante ma non malvagio, vissuto alcuni anni tra gli
 
eremiti francescani di Monte Majella negli Appennini, ove serpeggia-
 
vano le idee de' Fraticelli , contrarie all'autorità de' pontefici e al
 
fasto de' prelati, nell'entusiasmo della solitudine si credette chiamato
 
a cooperare ad una riforma universale, che Dio stava per effettuare
 
onde correggere la ribalda vita del mondo. Per avacciare l'opera si
 
presentò a Carlo di Boemia, dicendo avergli a confidare gravi se-
 
greti, e incoraggiarlo alla liberazione d'Italia, e a fornirlo d'armi,
 
senza di cui la giustizia non vale. Ma questi il fece prendere e recare
 
ad Avignone, ove trovò grazia, e per intromessa anche del Petrarca
 
fu assolto della scomunica e lasciato vivere in pace.
 
Roma riprese freno di temperanza sotto al legato e a due se-
 
natori; e il giubileo del 1350 vi attirò gente e danaro (8). Ma
 
(8) « Il dì di natale cominciò la sanla indulgenza a tutti coloro che andarono in
 
pellegrinnggio a Roma, facendo le visitazioni ordinate per la santa Chiesa alla ba-
 
silica di Sanio Pietro e di San Giovanni Laterano e di Santo Paolo fuori di Roma;
 
al quale perdono uomini e femmine d'ogni stato e dignità concorse di Cristiani, con
 
maravigliosa e incredibile moltitudine, essendo di poco tempo innanzi stala la ge-
 
nerale mortalità, e ancora essendo in diverse parti d'Europa tra' fedeli cristiani; e
 
con tanta devozione e umiltà seguivano il romeaggio, che con molla pazienza por-
 
tavano il disagio del tempo, ch'era uno smisurato freddo, e ghiacci e nevi e acquaz-
 
zoni, e le vie per tutto disordinate e rotte; e i cammini pieni di dì e di notte d'al-
 
berghi, e le case sopra i cammini non eran sofficienti a tenere i cavalli e gli uomini
 
al coperto. Ma i Tedeschi e gli Ungheri, in gregge e a turme grandissime stavano
 
la notte a campo stretti insieme per lo freddo, atandosi con grandi fuochi. E per
 
gli ostellani non si potea rispondere, non che a dare il pane, il vino, la biada, ma
 
di prendere i danari. E molte volte avvenne che i romei , volendo seguire il loro
 
cammino, lasciavano i danari del loro scotto sopra le mense, loro viaggio seguendo:
 
e non era de* viandanti chi gli togliesse, infino che dell'ostelliere venia chi gli to-
 
gliesse.
 
« Nel cammino non si facea riotte nè romori, ma comportava e ajutava l'uno al-
 
l'altro con pazienza e conforto. E cominciando alcuni ladroni in terra a rubare e
 
a uccidere, dai romei medesimi erano morti e presi, ajutando a soccorrere l'uno
 
l'altro. I paesani faceano guardare i cammini, e spaventavano i ladroni: sicché se-
 
31 912

contributi