Differenze tra le versioni di "Pagina:Il Buddha, Confucio e Lao-Tse.djvu/220"

 
 
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semplice Cosmologia; secondo la quale esso è concepito nel modo che ora siamo per esporre.
 
semplice Cosmologia; secondo la quale esso è concepito nel modo che ora siamo per esporre.
   
Quattro cose, dicono i Buddhisti, sono incommensurabili, la sapienza del Buddha, lo spazio, la quantità degli esseri viventi e il numero dei mondi. — Il numero dei corpi che popolano lo spazio è incalcolabile. Supponete, ci dicono alcuni libri canonici, che una estensione di cielo, la quale potesse contenere mille milioni di pianeti e di stelle, fosse circondata da un’immensa muraglia, e che così fatto mostruoso granaio venisse ripieno di granelli di senape; il numero di quei granellini non equivarrebbe al numero dei mondi che esistono.<ref>{{AutoreCitato|Karl Friedrich Köppen|Koeppen}}, p. 231-232.</ref> — I corpi celesti, secondo questa cosmologia, sono aggruppati in sistemi, ciascuno dei quali ha il suo sole, la sua terra, la sua luna. Il numero di questi sistemi è pure incalcolabile. La porzione di spazio celeste che può essere illuminata da ciascun sole, si chiama ''Cakravâla'', e abbraccia tutte le parti di un universo o mondo Buddhico. Queste regioni del cielo, ''Cakravâla'', sano pur esse incalcolabili, perchè incalcolabile è il numero dei soli, destinati a irradiare della loro luce altrettanti sistemi cosmici.<ref>{{AutoreCitato|Robert Spence Hardy|Hardy}}, p. 2.</ref> Lo spazio è conseguentemente infinito, essendo destinato a contenere infinito numero di mondi e infinito numero di Cakravâla, riunioni di mondi.<ref>Ibidem, p. 8.</ref>
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Quattro cose, dicono i Buddhisti, sono incommensurabili, la sapienza del Buddha, lo spazio, la quantità degli esseri viventi e il numero dei mondi. — Il numero dei corpi che popolano lo spazio è incalcolabile. Supponete, ci dicono alcuni libri canonici, che una estensione di cielo, la quale potesse contenere mille milioni di pianeti e di stelle, fosse circondata da un’immensa muraglia, e che così fatto mostruoso granaio venisse ripieno di granelli di senape; il numero di quei granellini non equivarrebbe al numero dei mondi che esistono.<ref>{{AutoreCitato|Karl Friedrich Köppen|Koeppen}}, p. 231-232.</ref> — I corpi celesti, secondo questa cosmologia, sono aggruppati in sistemi, ciascuno dei quali ha il suo sole, la sua terra, la sua luna. Il numero di questi sistemi è pure incalcolabile. La porzione di spazio celeste che può essere illuminata da ciascun sole, si chiama ''Cakravâla'', e abbraccia tutte le parti di un universo o mondo Buddhico. Queste regioni del cielo, ''Cakravâla'', sono pur esse incalcolabili, perchè incalcolabile è il numero dei soli, destinati a irradiare della loro luce altrettanti sistemi cosmici.<ref>{{AutoreCitato|Robert Spence Hardy|Hardy}}, p. 2.</ref> Lo spazio è conseguentemente infinito, essendo destinato a contenere infinito numero di mondi e infinito numero di Cakravâla, riunioni di mondi.<ref>Ibidem, p. 8.</ref>
   
L’universo è diviso in ''Cielo'', ''Inferno'', ''Terra'' e ''Nirvâna''.<ref>''Dhammapada'', versetto l26.</ref> E gli esseri sono sparsi o pel Cielo, o sulla Terra, o nell’Inferno; trasmigrando a vicenda dall’uno all’altro luogo, a seconda delle loro azioni. Il ''Nirvâna'' è del
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L’universo è diviso in ''Cielo'', ''Inferno'', ''Terra'' e ''Nirvâna''.<ref>''Dhammapada'', versetto 126.</ref> E gli esseri sono sparsi o pel Cielo, o sulla Terra, o nell’Inferno; trasmigrando a vicenda dall’uno all’altro luogo, a seconda delle loro azioni. Il ''Nirvâna'' è {{Pt|de-|}}
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