Sotto mi cadde quel destrier feroce

Giambattista Felice Zappi

Indice:Zappi, Maratti - Rime I.pdf Sonetti Letteratura Sotto mi cadde quel destrier feroce Intestazione 10 novembre 2016 75% Da definire

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XXXIV.


Sotto mi cadde quel destrier feroce
     Che per dirupi, ahi, mi guidò nel corso:
     Misero! e a me non giova, e a lui non nuoce
     Scuoter la destra, or ch’egli ha infranto il morso,
5Ei giace, e morde il suolo: io nell’atroce
     Periglio piango, talchè a Tigre, ad Orso
     Farei pietade, e spingo alto una voce,
     Che il Ciel percuote e vorrei pur soccorso.
Ma se t’invoco, or che giacendo io manco,
     10Non mi soccorrer nò, chiudi la porta
     Gran Dio del Ciel a’ miei sospir pur anco.
Chè se risorgo, io non ho fren, nè scorta:
     E senza freno, e cogli sproni al fianco,
     Signor, chi sa dove il destrier mi porta?