Rivista di Scienza - Vol. II/Sociologia giuridica

Alessandro Groppali

Sociologia giuridica ../Erkenntniss und Irrtum ../Grenzfragen der Mathematik und Philosophie IncludiIntestazione 7 febbraio 2014 75% Scienze

Erkenntniss und Irrtum Grenzfragen der Mathematik und Philosophie
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R. Worms - Philosophie des sciences sociales. Vol. III. Giard et Brière. Paris, 1907, in 8°, pag. 306.
A. Small - General Sociology. Chicago. The University Press, 1907, in 8°, pag. 739.
E. Waxweiler - Esquisse d’une sociologie. Misch et Thron, Bruxelles, 1907, in 8°, pag. 306.
C. Nardi-Greco - Sociologia giuridica, con prefazione di A. Asturaro. Torino, fratelli Bocca, 1907, in 8°, pagine XXXVIII, 480.


Gli elementi costitutivi della società, secondo il Worms, sono l’ambiente, la razza, la popolazione, i diversi aggruppamenti, il momento storico e gli individui stessi. L’ambiente fisico contribuisce però solo in parte a spiegare la vita della società, perchè l’uomo, a differenza degli animali, riesce a trasformare la natura ed a dominarla. E nemmeno la razza può essere considerata come l’unico fattore dell’evoluzione sociale, perchè la fiaccola della civiltà è passata successivamente nelle mani di diverse razze e perchè nessun popolo ora è costituito da una razza sola. La nozione della razza, se può essere un principio di spiegazione nella statica sociale, nella dinamica sociale dovrà invece essere a sua volta spiegata, perchè per darci ragione dei caratteri etnici di un determinato popolo, dovremo collegarli e cogli ambienti fisici successivamente da questi occupati e cogli avvenimenti della sua storia o coll’azione de’ suoi grandi uomini.

La popolazione, la sua varia densità, che se influisce sulla [p. 208 modifica] costituzione economica dei vari popoli ne è a sua volta influenzata, i vari aggruppamenti sociali, l’eredità storica, l’azione degli individui, anche se modesti: ecco, secondo il Worms, i principali elementi dell’evoluzione sociale che si estrinseca e manifesta variamente nel campo dei fenomeni economici, famigliari, morali, religiosi, scientifici, artistici, giuridici e politici, in rapporto ai quali il Worms espone i principali risultati delle moderne ricerche scientifiche.

Secondo lo Small, la sociologia è un tentativo di comprendere e di interpretare la totalità dell’esperienza umana per dedurre da essa quelle leggi che sono necessarie per saperci razionalmente comportare nella vita. Fra tutte le concezioni sociali lo Small trasceglie soltanto ed illustra come le più tipiche quella dello Spencer, dello Schaeffle e del Ratzenhofer, indugiandosi poi a metterne in luce una propria che si aggira intorno ai seguenti concetti fondamentali. L’esperienza umana costituisce, secondo lo Small, un processo determinato dall’associazione: gli elementi di essa sono rappresentati dagli interessi individuali.

Questi interessi sono gli esponenti di determinati bisogni, per soddisfare i quali gli uomini lottano tra di loro, dando luogo col tempo a dei gruppi per scopi di offesa e di difesa sociale. Man mano che il processo di associazione si allarga, si fanno più vivi i contatti fra gli individui e fra i diversi gruppi e la cooperazione e la solidarietà si sostituiscono alla lotta.

Nell’interno di ciascun gruppo le forze che insieme collegano e cementano tra loro i vari individui sono rappresentati dall’imitazione e dalla suggestione reciproca che continuamente spingono gli individui sulla via di un migliore adattamento alle condizioni dell’ambiente esterno e di un maggiore progresso.

Secondo il Waxweiler, ogni essere vivente è, per quello che riguarda i suoi organi, la sua forma e le sue funzioni, sotto la stretta dipendenza di tutti gli elementi — clima, nutrimento, suolo, spazio, luce — e di tutte le impressioni onde consta l’ambiente che lo circonda. Senonchè se lo studio di questa azione dell’ambiente sull’uomo e delle reazioni degli uomini sull’ambiente costituisce l’oggetto delle indagini della biologia, altre azioni e reazioni insorgono tra gli individui d’una stessa specie conviventi in una medesima società. Ed è appunto la sociologia che, secondo il Waxweiler, costituisce la fisiologia dei fenomeni di reazione dovuti a mutui eccitamenti degli individui d’una stessa specie tra di loro.

Se si studiano — sostiene il Waxweiler — i vari elementi che contribuiscono alla formazione della personalità umana, tosto [p. 209 modifica] si vede come essi si possano ridurre ai seguenti: 1) un insieme di adattamenti fisici, che da principio si manifestano per mezzo della serie dei suoi caratteri somatici (statura, colore dei capelli ecc.) ed in seguito per mezzo dell’andatura, delle attitudini, del vestimento, della mimica ecc.; 2) un insieme di adattamenti psichici che conducono l’individuo a reagire in un modo che gli è proprio: maniere di sentire, di pensare, di giudicare, di credere, l’insieme delle quali costituisce ciò che si cerca di designare colle parole: carattere, temperamento ecc.; 3) una specie di outillage mental, comprendente il linguaggio, il sapere, le credenze, le regole morali, in una parola, i risultati immagazzinati delle reazioni alle innumerevoli eccitazioni educative.

Ma l’individuo non si limita soltanto a ricevere passivamente le impressioni dell’ambiente esteriore, ma ad esse reagisce anche in una maniera più o meno personale, associandosi ad altri individui ed insieme ad essi cercando di raggiungere determinati fini comuni. Ond’è che il Waxweiler consacra due capitoli del suo libro allo studio delle attiviti e delle energie sociali, diftond endosi a trattare delle attività connettive, gregarie, ripetitrici, iniziatrici, acquisitive, selettive e dell’interdipendenza e coordinazione sociale, d’onde rampolla la così detta coscienza sociale che risulta formata dalla media dei sentimenti di tutti gli individui di uno stesso gruppo.

Il diritto, secondo il Nardi-Greco, si svolge dalle reazioni collettive compiute dal gruppo sociale contro uno de’ suoi componenti, che con la sua condotta ha suscitato in tutti i compagni dei sentimenti di odio (rivalsa, vendetta, ecc.) o di timore per l’avvenire. Le cause di queste reazioni sono: 1) la tendenza generalissima degli esseri viventi a reagire ad ogni stimolo doloroso, compiendo dei movimenti che l’esperienza ha dimostrato atti a produrre la cessazione dello stato doloroso, allontanando lo stimolo; 2) i sentimenti che conducono l’animale alla rivalsa attuale o differita (vendetta) contro tutto ciò che è percepito come causa di dolore, e, secondariamente, il timore di un danno futuro; 3) i sentimenti simpatetici, che spingono a reagire contro chi attacca un compagno.

Queste attività psichiche e psico-sociali, che non si trasformano mai in fatti giuridici nella, società sotto-umane, danno luogo nella società umane al diritto, il quale sorge soltanto nei gruppi che hanno raggiunto una certa estensione numerica e presso i quali la produzione rende necessaria la cooperazione per aumentare la sussistenza e provoca una determinata forma economica.

Tutte queste cause individuali e sociali rappresentano le condizioni essenziali, sufficienti e generali della produzione del diritto. [p. 210 modifica] Il matrimonio, la famiglia, la parentela, sebben importantissime per spiegare le variazioni del diritto, non ne rappresentano una causa essenziale. Però col crescere della complessità strutturale e funzionale delle forme sociali, nuovi elementi entrano a far parte della causalità del diritto. Così non appena sorge il potere politico, esso esercita una reazione grave ed immediata tanto sulla funzione e la struttura giudiziaria, quanto sul contenuto del diritto.

La religione, l’arte, la scienza, allo stesso modo che la forma politica e le attività a questa relative, ad un certo grado del loro sviluppo sono garantite da particolari norme giuridiche e rappresentano quindi altrettanti scopi o cause teleologiche del diritto. Ma queste cause non sono né primitive, né necessarie, perché i fenomeni giuridici si producono anche in assenza di tali fatti sociali superiori.

Prof. Alessandro Groppali
della Università di Modena.


Note