Rime varie (Alfieri, 1912)/LXXVII. Sullo stesso soggetto

LXXVII. Sullo stesso soggetto

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LXXVII. Sullo stesso soggetto
LXXVI. Pene d'amore LXXVIII. Che fu nel passato, che presentemente sia

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LXXVII [cviii].1

Sullo stesso soggetto.

Le pene mie lunghissime son tante,
Ch’io non potria giammai dirtele appieno.
D’atri2 pensieri irrequïeti pieno,
4Neppure io ’l so, dove fermar mie piante.

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Misera vita strascíno ed errante;
Dov’io non son, quello il miglior terreno
Parmi; e quel ch’io non spiro, aere sereno
8Sol chiamo; e il bene ognor mi caccio innante:3
S’anco incontro un piacer semplice e puro,
Un lieto colle, un praticello, un fonte,
11Dolor ne traggo e pensamento oscuro.
Meco non sei: tutte mie angosce conte4
Son da quest’una; ed a narrarti il duro
14Mio stato, sol mie lagrime son pronte.


Note

  1. Nel ms.: «Siena, 14 luglio».
  2. 3. Atri, cupi.
  3. 8. Il bene ognor mi caccio innante, lo metto in fuga.
  4. 12. Conte, conosciute: ricorda il virgiliano (Eneide, II, 65 seg.):
    .... crimine ab uno
    Disce omnes.