Rime varie (Alfieri, 1912)/LXXI. Tornando in Italia

LXXI. Tornando in Italia

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LXXI. Tornando in Italia
LXX. In Inghilterra nessuno comprende le sue pene LXXII. Nemmeno i cavalli gli dànno diletto, privo della sua donna

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LXXI [c].1

Tornando in Italia.

A tardo passo, al sospirato loco,
Cui solo abbella di mia donna il volto,
Dopo dodici lune ho il piè rivolto;2
4E fortuna a me par piú mite un poco.
Ma, per lo pianger lungo, io son sí fioco,
L’ingegno in nebbia cosí densa è avvolto,

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E intero il cor sí nel dolor sepolto,
8Che al canto invan l’alta mia Diva3 invoco.
Pur, sí invasa ho di lei la mente, e il petto
Caldo cosí, che parmi, anco senz’arte,
11Abbiano i miei sospiri a dar diletto.
Ma s’io m’inganno, almen sfogato in parte
Avrò quel dolce vario-mesto4 affetto,
14Che me dal volgo, e da me stesso, parte.5


Note

  1. Nel ms.: «Tra Rochester e Canterbury, 7 aprile [1784]».
  2. 3. Dodici mesi, a partire dal maggio 1783, data della sua dolorosa separazione dalla Contessa (Aut., IV, 10°). Reminiscenza de’ passi tardi e lenti del sonetto petrarchesco Solo e pensoso i piú deserti campi.
  3. 8. L’alta mia Diva, la Contessa.
  4. 13. Vario-mesto, una delle tante parole composte, foggiate dall’A.; cosí Frigio-vandalo, tigro-pezzato, sesqui-plebe etc. etc.
  5. 14. Parte, divide.