Rime varie (Alfieri, 1912)/LXI. Sua infelicità, lontano dalla Contessa

LXI. Sua infelicità, lontano dalla Contessa

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LXI. Sua infelicità, lontano dalla Contessa
LIX e LX. Ai luoghi abitati un tempo dal Petrarca LXII. Effetti d'amore collocato in degna persona

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LXI [lxxxvii].1

Sua infelicità, lontano dalla Contessa.

Mentr’io piú mi allontano ognor da quella,
Ch’ora i suoi dí strascina al Tebro in riva2
Sol mio diletto è il far sempre piú viva,
4Mia doglia, e il viver tutto immerso in ella.

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Spesso, mia lingua in flebil suon l’appella;
E l’alma voce, che già il cor mi apriva,
Par mi risponda, cosí addentro arriva
8La rimembranza pur3 di sua favella.
Pietade e pianto nel mortal mio esigilo
Sono i miei soli duo fidi compagni;
11L’una il cor mi governa, e l’altro il ciglio.
Né v’ha infelice che con me si lagni,
Ch’io di soccorso, lagrime, o consiglio,
14Pietosamente lui non accompagni.4


Note

  1. Nel ms.: «Tra Oranges e... [manca l’altro nome] 31 ottobre [1783]».
  2. 2. I suoi dí strascina, vive dolorosamente. — Il Tebro è il Tevere.
  3. 8. Pur, anche.
  4. 12-14. Questo pensiero è, in diversa forma, ripetuto nell’ultima terzina del sonetto seguente.