62. Non sarà mai ch’impressa in me non reste

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62. Non sarà mai ch’impressa in me non reste
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62.


Scrive ad un suo amico il quale l’incitava a risguardare molte leggiadre gentildonne che erano in una grande e lieta festa, ch’egli non lascerà mai d’amar la sua donna né s’invaghirà d’altra.


Non sarà mai ch’impressa in me non reste
     L’imagin bella o d’altra il cor s’informe,
     Né che, là dove ogni altro affetto dorme,
     4Novo spirto d’amor in lui si deste;
Né men sarà ch’io volga gli occhi a queste
     Di terrene beltà caduche forme,
     Per disviar i miei pensier da l’orme
     8D’una bellezza angelica e celeste.

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Dunque, perché destar fiamme novelle
     Cerchi dal falso e torbido splendore
     11Che ’n mille aspetti qui vago riluce?
Deh, sappi omai, che spente ha sue facelle
     Per ciascun’altra e’ strali ottusi Amore,
     14E che sol nel mio sole è vera luce.