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Rime varie

CCLXXXVIII

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CCLXXXVIII

Ad un reverendo degnissimo.

     Cercando novi versi e nove rime
per poter far le lodi vostre cónte,
Apollo, sceso giú dal sacro monte,
l’orecchie mi tirò ne l’ore prime.
     — Altro ingegno, altro stile ed altre lime,
— mi disse — o d’eloquenzia un maggior fonte
ti converrebbe a poter stare a fronte
con soggetto sí degno e sí sublime.
     Un mar, che non ha fine e non ha fondo,
cerchi solcar, cercando di lodare
il riverendo a null’altro secondo.
     A tutt’altri le stelle furo avare,
quando mandâr sí chiaro spirto al mondo,
a cui han dato ciò che si può dare.