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Rime varie

CCLXX

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CCLXX

Agli stessi.

     Rivolgete la lingua e le parole
a dir di cosa piú degna e piú chiara,
che non son io, schiera onorata e cara,
onde tanto Elicona s’orna e cole.
     Come la luna il lume suo dal sole
prende, onde poi la notte apre e rischiara,
io, cui natura è stata in tutto avara,
splendo quanto il mio sol permette e vuole.
     A lui dunque si de’ tutta la lode,
perché, s’ei non mi dà del suo vigore,
non è chi mova la mia lingua o snode.
     La mia vita in lui vive ed in me more,
di lui sol parla, pensa, scrive et ode.
Oh pur mi serbi in questo stato Amore!