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Rime d'amore

CXXXII

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CXXXII

Sentenza d’Amore contro di lei.

     Quando io dimando nel mio pianto Amore,
che cosí male il mio parlar ascolta,
mille fiate il di, non una volta,
ché mi fere e trafigge a tutte l’ore:
     — Come esser può, s’io diedi l’alma e ’l core
al mio signor dal di ch’a me l’ho tolta,
e se ogni cosa dentro a lui raccolta
è riso e gioia, è scema di dolore,
     ch’io senta gelosia fredda e temenza,
e d’allegrezza e gioia resti priva,
s’io vivo in lui, e in me di me son senza?
     — Vo’ che tu mora al bene ed al mal viva —
mi risponde egli in ultima sentenza; —
questo ti basti, e questo fa’ che scriva.