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Rime d'amore

CCXIII

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CCXIII

Cede al nuovo affetto, e spera di non doverne piangere.

     Un veder tôrsi a poco a poco il core,
misera, e non dolersi de l’offesa;
un veder chiaro la sua fiamma accesa
negli altrui lumi e non fuggir l’ardore;
     un cercar volontario d’uscir fore
de la sua libertá poco anzi resa;
un aver sempre a l’altrui voglia intesa
l’alma vaga e ministra al suo dolore;
     un parer tutto grazia e leggiadria
ciò che si vede in un aspetto umano,
se parli o taccia, o se si mova o stia,
     son le cagion ch’io temo non pian piano
cada nel mar del pianto, ov’era pria,
la vita mia; e prego Dio che ’nvano.