Rime (Andreini)/Sonetto CLXVI

Sonetto CLXVI

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SONETTO CLXVI.


B
Enche per voi mille sventure, e mille

Habbia invano sofferte; io pur contento
     Vissi; e nel colmo del maggior tormento
     Trassi del viver mio l’hore tranquille.
Godèa de l’ardentissime faville,
     Nè mai proruppi in doloroso accento:

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     Incauto Amante ad arder solo intento
     Sparsi dolce da gli occhi amare stille.
Nè cruda osò giamai chiamarvi il core;
     Poich’altri non havèa quel, ch’i’ più bramo.
     Hor del vostro fallir piange, e s’adira.
Ad altrui sendo pia cruda vi chiamo;
     E pien d’ingiusta doglia, e di giust’ira
     Cangio in disprezzo il disprezzato amore.