Rime (Andreini)/Scherzo VII

Scherzo VII

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Sonetto CV Canzonetta morale VIII

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SCHERZO VII.


D
Eh girate

Luci amate
     Pietosetto quel bel guardo:
     Che mi fugge;

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     Che mi strugge;
     Onde ’n un m’agghiaccio, ed ardo.
O pupille,
     Che tranquille,
     Serenate l’aria intorno:
     Sarà mai,
     Che i be’ rai
     Faccian lieto un mio sol giorno?
Dolce scocchi
     Da quegli occhi
     Più del Sol vaghi, ed ardenti
     Pìo splendore,
     Che ristore
     Care luci i miei tormenti.
Deh fiammeggi,
     Deh lampeggi
     In quel labro un dolce riso;
     In quel labro
     Di cinabro,
     Che m’hà ’l cor dal sen diviso.
Amorosa
     Graziosa
     Di rubini colorita
     Tocca il vento
     D’un’accento
     Bocca; ond’esca la mia vita
Se v’aprite,
     Se scoprite
     Belle rose amate, e care
     Vostre perle,
     A vederle
     Riderà la Terra, e ’l Mare

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Non si nieghi
     A miei prieghi
     Per pietà giusta mercede.
     (Ahi) languire,
     (Ahi) perire
     Deve amando tanta fede?
Nò, ch’io scerno
     Al governo
     Di quei chiari honesti lumi
     Amor vero;
     Per cui spero
     Prìa gioir, ch’i’ mi consumi.
Nò, che dice
     La beatrice
     Bocca, ov’hor le Grazie stanno,
     Havrai, taci
     Mille baci
     Degno premio à tanto affanno.