LXVIII

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LXVIII.


Donne, quasi lo spirto m’indovina,
     Avendo voi pur dianzi partorito,
     Ch’erbe vorreste attissime al partito
     4Da fare i bagni a i buchi dell’orina.
E se è così, toglietevi in rapina
     Quel che vi piace, ed ecco ch’io v’addito
     Dove è la salvia, e mostrovi in quel sito
     8La camomilla e la rosa marina.
Credete, che dell’erbe appartenenti,
     Debba nel vostro ben mostrarmi avaro?
     11Portin più tosto tai parole i venti.
Cogliete, dico, ciò che m’è più caro,
     Ch’è forza che ne’ vostri fottimenti
     14Il cazzo n’abbia il dolce e poi l’amaro.