LXVI

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LXV LXVII
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LXVI.


Non niego o donne mie, che le borrane,
     E pur le malve e le lattuche ancora,
     E le biete, a chi niente l’assapora
     4Ed i finocchi non sien erbe sane.
Acetto, che con pane e senza pane,
     Purchè vogliate, possono ad ognora
     Trarvi del ventre ogni durezza fuora,
     8E ben purgarvi i buchi con le tane.
Pur senza farvi più la pancia piena
     Di cotant’erbe quante qui cogliete,
     11Una radice potrò darvi a cena,
La qual vi giuro, che s’assaggierete,
     Vi farà sì fatt’opera, ch’appena
     14L’avrete tocca, che la cacherete.