Poesie (Fantoni)/Odi/Libro I/XXIV. A Fille siciliana

XXIV. A Fille siciliana

../XXIII. Alla medesima ../XXV. L'amante deluso IncludiIntestazione 20 giugno 2020 75% Da definire

Libro I - XXIII. Alla medesima Libro I - XXV. L'amante deluso
[p. 42 modifica]

XXIV

A Fille siciliana

Invito alla campagna di Portici

(1785)

     Sereno riede il pampinoso autunno,
alle donzelle e agli amator gradito:
erran sui colli del Vesevo ignito
Bacco e Vertunno.

     5Versan le driadi dal canestro pieno
l’uve mature; satirel caprino
mentre le calca nel fumoso tino,
dorme Sileno;

     russando ride, e voci incerte e rotte
10forma col labbro da cui cola il mosto;
intanto fiuta l’asinel nascosto
dietro una botte.

     Crotali e sistri destano ineguali
le danze, e cresce il baccanal romore:
15d’entro un bigoncio e, sorridendo, Amore
lancia i suoi strali.

     Al tosco invito dell’eolia cetra,
Fillide, lascia l’angioine torri,
la via coi sauri corridor trascorri
20di Leucopetra.

     T’offre un albergo il placido Belforte,
caro alle muse e ai meritati amici,
cui d’aureo stame tesse i dì felici
candida sorte.

[p. 43 modifica]


     25Seco è il germano dall’intatta e pura
mente, dal grato generoso cuore,
cui desta incerta gelido timore
medica cura;

     e Silva ingenuo, che di Claro al nume
30non vive ignoto in solitaria pace,
alla cui sacra ilaritá non spiace
l’ozio e le piume.

     Quando ricopre la tranquilla faccia
del mar la notte con la tacit’ombra,
35di mobil fuoco la montagna ingombra,
freme e minaccia.

     S’erge la lava quasi al ciel vicina,
a rivi scorre tortuosa e lenta:
l’atro destino d’Ercolan paventa
40l’umil Resina.

     Meco, lasciate l’ospitali mura,
su l’arduo giogo ascenderai, che scopre
la sfolgorante maestá dell’opre
della natura.

     45Vedrai nell’ombra addormentata e bruna
specchiarsi, ad onta d’Anfitrite, il monte
e i nivei raggi della curva fronte
tinger la luna.

     Se vieni, cento dionee colombe
50serbo di Pafo alla propizia diva,
ed alle muse svenerò votiva
un’ecatombe.