Poesie (Campanella, 1915)/Poesie postume/III. I Canti del carcere/3. Sonetto in lode di carcerati e tormentati per difesa dell'innocenza

3. Sonetto in lode di carcerati e tormentati per difesa dell'innocenza

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3. Sonetto in lode di carcerati e tormentati per difesa dell'innocenza
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Sonetto in lode di carcerati e tormentati
per difesa dell’innocenza

Veggio spirti rivolti al Creatore
schernir tormenti e morte, del tiranno
armi sovrare, e scherzar con l’affanno,
onta e dispetto del moresco core.
Di libertá e ragion tanto è l’ardore,
che dolcezza il dolor, ricchezza il danno,
seguendo l'orme di color che sanno,
stimano, armati di gloria ed onore.
Rinaldi, il primo, sei notti e sei giorni
vince i tormenti antichi, e i nuovi sprezza,
onde Calavria se ne fregi ed orni.
Fan doi germani all’orrida fierezza
del mostro di Granata gravi scorni,
esempio agli altri d’invitta fortezza.