Per lo spiritismo/IX

IX. Ora suppongo ammessi i fatti

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IX. Ora suppongo ammessi i fatti
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Passiamo dalla quœstio facti alla quœstio iuris. Ammessa la realtà dei fatti medianici, possiamo noi arguirne la verità della teoria spiritica? ossia quale è l’ipotesi con cui possiamo spiegare questi fatti? qual’è la causa che li produce?

In primis et ante omnia, resta ben inteso che questa discussione non ha significato che per coloro che ammettono la realtà dei fatti. È inutile cercare la ragione dei fatti con coloro che, ad ogni fatto citato, tirano di nuovo in campo la possibilità dell’errore, dell’allucinazione e dell’impostura, e domandano da capo che i fatti siano confermati. Ma quante volte si devono confermare?

E non solo suppongo che si ammettano, ma ancora che poco o tanto si conoscano; perchè non solo il dar le prove di ciascun fatto, ma anche soltanto il citarli tutti esigerebbe troppo lungo tempo; io intendo solo citarne qualcuno a guisa di esempio.

Insomma qui la questione non è più fra gli spiritisti e gli scettici, ma fra gli spiritisti e gli altri occultisti. Chi domanda per la centesima volta che prima si confermino i fatti, i quali sono già stati constatati novantanove volte, (sebbene non da lui), e chi non sa da un pò di storia dell’occultismo che non consistono soltanto nelle riverenze di un tavolino, mi consideri come matto e tiri via.

Ma intendiamoci bene. Io non ammetto soltanto i fatti che ho verificato io; ho già detto che, avendo verificato i più maravigliosi, mi crederei troppo cocciuto se non ammettessi gli altri. Ciò non vuol dire che io ammetta ora tutti i singoli fatti che si trovano nei cento volumi o nei cinquanta giornali spiritisti. Ho imparato che, sebbene, secondo il proverbio, si faccia del vino con tutto, se ne fa anche coll’uva; ciò non vuol dire ch’io sia disposto a bever grosso ed a fermarmi a tutte le osterie; ma credo di potermi fidare à bonne enseigne, senza far l’analisi chimica d’ogni bottiglia. Voglio dire che, senza considerare come storico il fatto A o il fatto B, ammetto in generale quelle classi di fatti che si trovano attestati da molte testimonianze, fra cui ve ne siano alcune di autorevoli. Voglio dire che mi fido di Zöllner, del Crookes, ed anche del Wallace; che, quanto a giornali, mi fido dei Proceedings della società londinese per le ricerche psichiche, degli Annales des sciences psychiques (presentati al pubblico dal Richet), ed anche dello Sphinx e dei Psychische Studien; e, quanto a classi di fatti, attingo sopratutto alla collezione così bene ordinata e ragionata che ci fornisce l’Aksákow nel suo Animismus und Spiritismus.