Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/905

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Ma da che il progresso dell’incivilimento, o sia corruzione, e le altre cause che ho tante volte esposte, hanno estinto affatto il popolo e la moltitudine, fatto sparire le nazioni, tolta loro ogni voce, ogni forza, ogni senso di se stesse, e per conseguenza concentrato il potere intierissimamente nel monarca e messo tutti i sudditi e ciascuno di essi, e tutto quello che loro in qualunque modo appartiene, in piena disposizione del principe; allora e le guerre son divenute piú arbitrarie, e le armate immediatamente cresciute. Ed è cosa ben naturale e non già casuale, ma conseguenza immancabile e diretta della natura delle cose e dell’uomo. Perché quanto un uomo può adoperare in vantaggio suo, tanto adopera; ed ora che il principe può adoperare al suo qualunque scopo o desiderio tutta quanta è e tutto quanto può la nazione, segue ch’egli l’adopri effettivamente senz’altri limiti che quelli di lei stessa e delle sue possibili forze. Il [p. 256 modifica]fatto lo prova. Luigi XIV, o primo o uno de’ primi di quei regnanti che appartengono all’epoca della perfezione del dispotismo, diede subito l’esempio al mondo della moltitudine delle armate. Dato che sia questo esempio, il seguirlo è necessario. Perché, siccome oggi la grandezza di un’armata è arbitraria bensí, ma dipende e deve corrispondere quanto si possa a quella del nemico,