Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/469

Pagina 469

../468 ../470 IncludiIntestazione 25 settembre 2010 100% Da definire

468 470


[p. 9 modifica] E vedi le ultime parole τῶν Ελληνικῶν e Dionigi Alicarnasseo nelle testimonianze de Xenophonte.


*    È osservabile che Senofonte in quest’altra opera riesce minor di se stesso, perché si sforza d’imitar Tucidide, e ciò servilmente, volendo che il suo stile non si distinguesse da quello di Tucidide e le due opere sembrassero tutt’una. E tanto peggio, quanto lo stile di Tucidide è quasi l’opposto di quello ch’era proprio di Senofonte. Infatti chi ha un poco di criterio può facilmente notare nei libri τῶν Ελληνικῶν una brevità forzata, una differenza sensibile dallo stile delle altre opere senofontee, uno studio impotente di esser efficace, rapido, forte ec. Cosa contraria all’indole di Senofonte: e vedi Cicerone nei testimoni de Xenophonte ec., e Dionigi Alicarnasseo parimente nelle testimonianze de Xenophonte. Anzi nelle stesse frasi, parole, modi, insomma nell’esterno e materiale dello stile, Senofonte abbandona spesso il suo costume per seguir quello di Tucidide, cosí che anche l’esteriore dello stile riesce alquanto nuovo a chi ha l’orecchio assuefatto alle altre opere di Senofonte. Fino nell’ortografia Senofonte, volendo assomigliarsi a Tucidide, scrive (contro quello che suole nelle altre