Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2694

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*   Formata una volta una lingua illustre, cioè una lingua ordinata, regolare, stabilita e grammaticale, ella non si perde piú finché la nazione a cui ella appartiene non ricade nella barbarie. La durata della civiltà di una nazione è la misura della durata della sua lingua illustre e viceversa. E siccome una medesima nazione può avere piú civiltà, cioè dopo fatta civile ricadere nella barbarie e poi risorgere a civiltà nuova, ciascuna sua civiltà ha la sua lingua illustre nata, cresciuta, perfezionata, corrotta, decaduta e morta insieme con lei. Il qual rinnuovamento e di civiltà e di lingua illustre, ha, nella storia delle nazioni conosciute, o vogliamo piuttosto dire nella storia conosciuta, un solo esempio, cioè quello della nazione italiana. Perché niuna delle altre nazioni state civili in antico sono risorte a civiltà moderna e presente, e niuna delle nazioni presentemente civili, fu mai civile (che si sappia) in antico, se non l’italiana. Cosí niun’altra nazione può mostrare due lingue illustri da