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[p. 346 modifica] mentre egli è inesperto del mondo, i piccoli pregi, i principii di virtú, le piccole bellezze o bontà o grandezze in qualsivoglia genere di cose, gli paiono dispregevoli, paragonando sempre gli altri a se stesso, com’é costume [p. 347 modifica]degli uomini, o paragonando le cose alla sua immaginativa. Ma colla sperienza, trovandosi sempre in mezzo ad eccessive piccolezze, malvagità, sciocchezze, bruttezze ec., appoco appoco si avvezza a stimare quei piccoli pregi che prima spregiava, a contentarsi del poco, a rinunziare alla speranza dell’ottimo o del buono e a lasciar l’abitudine di misurar gli uomini e le cose con se stesso e colla immaginazion sua. Laonde, siccome prima egli non istimava se non le cose lontane, le quali, in quel modo in cui egli le concepiva, non erano reali, si può dire che il numero delle cose reali ch’egli stima vada sempre crescendo, se bene diminuisca la misura della stima assoluta e il numero assoluto delle cose ch’egli stimava, perché sono molte piú quelle cose ch’egli pregiava lontane e disprezza vicine di quelle che da principio non curava ed ora è necessitato a pregiare (30 settembre 1820).


*   Si mise un paio di occhiali fatti della metà del meridiano co’ due cerchi polari.


*   Una casa pensile in aria sospesa con funi a una stella (1 Ottobre 1820).