Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1342

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[p. 100 modifica] dato per giudicare delle cose avanti le cose e conoscerle al di là del puro fatto reale. Noi, secondo il naturale errore di credere assoluto il vero, crediamo di conoscere questo principio, attribuendogli in sommo grado tutto ciò che noi giudichiamo perfezione, e la necessità non solamente di essere ma di essere in quel tal modo che noi giudichiamo assolutamente perfettissimo. Ma queste perfezioni son tali solamente nel sistema delle cose che noi conosciamo, vale a dire in un solo dei sistemi possibili; anzi solamente in alcune parti di esso, in altre no, come ho provato in tanti altri luoghi; e quindi non sono perfezioni assolutamente, ma relativamente, né sono perfezioni in se stesse e separatamente considerate, ma negli esseri a’ quali appartengono, e relativamente alla loro natura, fine ec., né sono perfezioni maggiori o minori di qualunque altra ec., e quindi non costituiscono l’idea di un ente assolutamente perfetto [p. 101 modifica]perfetto e superiore in perfezione a tutti gli enti possibili; ma possono anche essere imperfezioni, e talora lo sono, pure relativamente ec. Anche la necessità di essere o di essere in un tal modo e di essere indipendentemente da ogni cagione è perfezione relativa alle nostre opinioni ec. Certo è che, distrutte le forme platoniche preesistenti alle cose, è distrutto Iddio (18 luglio 1821).


*    Il nostro gli, il nostro gn e simili suoni, sono distinti da tutti gli altri, e, volendo esattamente rappresentarli, converrebbe farlo con caratteri particolari e distinti; giacché il gli, benché partecipi del suono di g e di l, ne partecipa come