Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1012

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[p. 338 modifica] Laddove la lingua tedesca, secondo che il Tercier ha ben ragione di asserire (Acad. des Inscr., tome XLI) fra tutte le lingue che attualmente parlansi in Europa, piú d’ogni altra conserva i vestigi della sua anzianità (Andrés, ivi, p. 251-252); e piú tenace e costante di tutte le altre, ha saputo conservare dell’antica sua madre maggior numero di vocaboli, maggior somiglianza nell’andamento e maggiore affinità nella costruzione (ivi, p. 253, principio) (4 maggio 1821).


*    Alla p. 995, principio. Cedette alla romana in [p. 339 modifica]modo che nella moderna lingua francese, per confessione del Bonamy (Discours sur l’introduction de la langue latine dans les Gaules; dans les Mémoires de l’Acad. des Inscriptions, tome XLI), pochissime parole celtiche sono rimase; e nella provenzale, al dire dell’Astruc (Ac. des Inscr., tome XLI), appena trovasi una trentesima parte di voci gallesi; siccome la lingua spagnuola, tutta figlia della latina, non piú conserva alcun vestigio dell’antico parlare di quelle genti (Andrés, luogo cit. di sopra, p. 252) (4 maggio 1821).


*    Che la lingua latina a’ suoi buoni tempi, e quando ella era formata, si distinguesse in due lingue, l’una