Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1009

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     E queste sono le ragioni per cui la lingua italiana, benché tanto affine alla francese, come ho detto p. 1003, tuttavia n’é tanto lontana e dissimile, massimamente nell’indole; e per cui la lingua italiana perde tutta la sua naturalezza, e la sua proprietà o forma propria e nativa, adattandosi alla francese, che l’é pur sorella: e per cui i francesi sono meno adattati che verun altro a conoscere e gustar l’italiano, cosa che apparisce dal fatto; e finalmente per cui la lingua francese è meno adattabile alle lingue antiche e alle stesse lingue madri sue e della sua letteratura, come il latino e il greco, di quello che alle lingue moderne da lei divise di cognazione, di parentela, di famiglia, di sangue, di origine, di stirpe.


     Quello che ho detto qui sopra dell’ardire, della varietà, della libertà, si deve estendere a tutte le altre qualità caratteristiche delle lingue antiche e dell’italiana e conseguenti dall’esser esse modellate sull’immaginazione e sulla natura, come dire la forza, l’efficacia, l’evidenza ec. ec., qualità che in parte derivano pure dalle altre sopraddette e scambievolmente l’una dall’altra e perciò mancano essenzialmente alla lingua francese.

Né queste qualità, che dico proprie delle lingue