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34 pensieri (510-511-512)

nella contrapposizione dell’ante felix col dignus nunc victoria: onde pare che il luogo vada corretto. Vedi il Forcellini dove parla del quoque congiunto coll’et  (511) o etiam. Vedi pure le ultime edizioni di Floro.


*    Alla p. 96. Dalla bianchezza di quella porca si crede che derivasse il nome di Alba dato alla città fondata da Ascanio, e questo pure può confermare il mio sospetto, avendola fondata Ascanio quasi nuova troia (15 Gen. 1821).


*    In questi luoghi di Floro: Postquam rogationis dies aderat, ingenti stipatus agmine (Tib. Gracchus) rostra conscendit: nec deerat obvia manu tota inde (e non ha detto né anche accennato da che luogo) nobilitas, et tribuni in partibus (III, 14), e: Quum se in Aventinum recepisset (C. Gracchus), inde quoque obvia Senatus manu, ab Opimio consule oppressus est (III, 15), l’inde non par che si possa intendere se non per ibi o illuc, eo, ec. E in questo senso si può paragonare l’uso di questa particella fatto da Floro a quello che i nostri antichi fecero dell’onde, quinci, quindi (vedi la Crusca) e allo spagnuolo donde che val sempre dove. E bisogna notare che in questo senso Floro congiunge la particella inde col nome obvius. E non perciò pare che significhi o possa significare moto da luogo, ma stato o moto a luogo (come gli antichi italiani, onde vai, per dove vai) Quo loco inter  (512) se obvii fuissent; Sallustio. Cui mater media se se tulit obvia silva: Virgilio. Questi esempi recati dal Forcellini fanno per l’uso di obvius in luogo. Esempi di obvius unito a particelle o casi che indichino moto da luogo, non ne ha né il Forcellini né l’Appendice, e in ogni modo qui non par che farebbero al caso. Neanche ne hanno di obvius con particelle o casi indicanti moto a luogo, come illuc obvius, ovvero eo obvius, ovvero ad eum obvius o simili. Solamente questo di